Ausl, stop agli interventi chirurgici non urgenti Policlinico, crisi personale
IL PUNTO
«C’è una forte preoccupazione per la crescente necessità di personale, dovuta all'elevatissima circolazione del virus e al repentino innalzamento della curva dei contagi, che si rispecchia in un'elevata numerosità di operatori in quarantena, come positivi o contatti stretti». A dirlo è il dottor Luca Sircana, direttore sanitario dell’Azienda ospedaliero universitaria. Il nodo del personale dopo il boom della seconda ondata sulle altre attività ospedaliere, puntualizza Sircana, «rende purtroppo necessario ancora una volta un impegno straordinario da parte del personale presente».
Situazione in evoluzione anche nelle strutture Ausl. Nell’Area Nord (ospedali di Carpi e Mirandola), stop ai ricoveri chirurgici programmati, ad eccezione degli interventi urgenti e non procrastinabili e di quelli per patologia oncologica da effettuare entro 30 giorni.
Sull’Area Sud, invece, è stata attuata la sospensione temporanea delle attività chirurgiche a Vignola; mentre le attività programmate di Pavullo, già sede di riferimento per le urgenze ortopediche provenienti da Vignola, potranno essere organizzate per la gestione di patologie e pazienti non rimandabili in un’ottica complessiva di tenuta del sistema e di risposta locale alla popolazione. Novità anche per la chirurgia ambulatoriale. In particolare, su Mirandola la sospensione temporanea è finalizzata ad attivare rapidamente presso il blocco operatorio posti letto aggiuntivi di terapia semintensiva, che saranno poi trasferiti nella loro collocazione definitiva una volta che si concluderanno i lavori nell’area prevista. È stato infatti disposto di realizzare al Santa Maria Bianca presso il blocco del Corpo 2, quattro posti letto semintensivi che saranno poi ricollocati nell'ambito dell’Unità operativa di Pneumologia.—
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