Cento prova a “scippare” Casumaro a Finale
La frazione è divisa tra tre Comuni e due province. «La frammentazione territoriale ha creato paradossi evidenti»
FINALE
Un paese diviso che vive storicamente sotto tre municipalità, capace comunque di trovare senso di comunità e peculiarità proprie nonostante le varie contraddizioni, prepotentemente emerse nel primo periodo di Coronavirus con provvedimenti così diversi tra provincia di Modena e Ferrara. Ma ora c’è chi vuole portare Casumaro sotto l’unica egida di Cento e con il paese della Lumaca anche Bevilacqua, che vive una situazione analoga, diviso tra Bolognese e Ferrarese.
Il progetto lo hanno lanciato due esponenti del gruppo di maggioranza Cento Civica-Idea in Comune, il consigliere comunale e provinciale Alessandro Guaraldi di Casumaro e Silvia Balboni di Bevilacqua, che hanno ottenuto dal Consiglio - non senza spaccature interne - il voto sull’unificazione.
«Le frazioni presentano una situazione amministrativa e territoriale complicata e particolare - è la premessa dei consiglieri - Bevilacqua è divisa infatti tra il Comune di Cento e quello di Crevalcore, mentre Casumaro è addirittura divisa fra tre amministrazioni comunali: Cento, Finale e Bondeno. Una ripartizione di competenze amministrative e istituzionali che si ripercuote anche a livello provinciale. Una situazione di frammentazione territoriale che negli anni ha creato numerosi disagi, in entrambe le frazioni, e oggi si mostra un ostacolo incomprensibile ai residenti che spesso non comprendono dove stanno i confini e di chi sia la competenza delle strade di frontiera».
«Gli abitanti di Casumaro - incalza Guaraldi - da tempo si lamentano delle numerose difficoltà derivanti da questa frammentazione territoriale». Ne è un esempio la caserma dei carabinieri. «L’immobile risulta essere di competenza di Finale, ma la caserma è sotto il comando dei carabinieri della compagnia di Cento». Guaraldi ci tiene poi ad aggiungere alcune difficoltà riscontrate nell’ultimo periodo: «In particolare, nel corso della pandemia ci siamo accorti dei tanti disagi aggiuntivi che questa frammentazione stava creando. Durante il lockdown vedere metà paese in zona rossa e metà no, alcune attività chiuse e altre aperte e, al contempo, non potersi nemmeno muovere per attraversare la strada ed andare a far spesa, ci ha spinto ad andare alla radice del problema, portando la situazione all’attenzione del Consiglio perché si trovi una soluzione».
L’ordine del giorno impegna sindaco e giunta ad attivarsi per avviare l’iter necessario ad unificare le frazioni sotto il Cento. Ma a Casumaro gli scettici non sono pochi. —
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