Gazzetta di Modena

Modena

protesta DEI LAVORATORI DELLE PULIZIE 

«Noi qui rischiamo la salute per cinque euro l’ora»

G.F.
«Noi qui rischiamo la salute per cinque euro l’ora»

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Le lavoratrici e i lavoratori delle pulizie incrociano le braccia. Una trentina di persone si è ritrovata ieri mattina davanti all’ingresso di Baggiovara per chiedere ai sindacati più diritti, garanzie e sicurezze. Una richiesta che dai sindacalisti punta a Roma. «Il ruolo delle istituzioni è fondamentale: auspichiamo che il ministero del Lavoro possa incidere su una trattativa che diversamente si farà complicata e di difficile risoluzione». L’appello è di Alessandro Martignetti, componente della segreteria Fisascat Cisl Emilia Centrale. La «difficile risoluzione» riguarda un contratto nazionale che, denunciano i sindacati, è fermo all’aprile 2013. «Non essendo stato rinnovato, i lavoratori sono pagati veramente poco - interviene Vincenza Corcione, funzionaria della Filcams Cgil Modena - Si parla di meno di sette euro all’ora lordi, poco più di cinque euro netti per lavorare spesso di notte in condizioni disagiate». Un disagio che sarebbe acuito, in base a quanto affermato ieri, dall’emergenza sanitaria. «I lavoratori indossano i guanti, i sovracamici, le mascherine - aggiunge Corcione - ma spesso dobbiamo rincorrere le aziende per fare consegnare loro i dispositivi di protezione individuale. Si sono ammalati molti lavoratori in tutto questo periodo. Siamo vicinissimi ai sanitari, ma le signore delle pulizie stanno pagando lo stesso prezzo in termini di salute». Una fotografia simile scatta Martignetti. «I lavoratori hanno retribuzioni molto basse previste dal loro contratto nazionale - riprende il sindacalista della Cisl - e molte sono donne, in part time. Molto spesso hanno orari di lavoro molto esigui, che non raggiungono nemmeno le venti ore. Se vi aggiungiamo le difficoltà di lavorare in un periodo legato alla pandemia oltre al danno c’è la beffa». I sindacati domandano dunque che si torni al tavolo delle trattative per adeguare il contratto nazionale del settore servizi integrati e multiservizi. «Serve un nuovo contratto subito - afferma la sindacalista della Cgil - Non è più ora di aspettare. La cittadinanza deve sapere che c’è tutta una fetta di lavoratori a cui non è riconosciuto un aumento contrattuale doveroso». Un aumento che, dalle stime dei sindacati, riguarderebbe circa 600mila lavoratori sul piano nazionale e migliaia a livello locale. «Non rinnovare il contratto significa non dare un aumento ai lavoratori - l’equazione di Martignetti - e ciò ha una ricadutaeconomica». —



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