Urbanistica, Carpi preme l’acceleratore Nessuna proroga sulla città del futuro
Il settore studia un documento da portare in Consiglio Righi: «I proprietari potranno presentare le modifiche»
Piede pigiato sull’acceleratore per quanto riguarda il rinnovo del piano urbanistico. Tradotto: il Comune nonostante la proroga resa possibile dalle condizioni eccezionali dovute alla pandemia mondiale, chiuderà la possibilità di presentare nuovi piani di attuazione. E inizierà, a breve, dopo il passaggio in Consiglio comunale, a valutare le richieste da parte dei proprietari di terreni che vorranno presentare delle modifiche al tessuto urbano. Questa decisione riguarderà i comparti non ancora muniti di convenzione.
A questo scopo, da parte degli uffici dell’Urbanistica, è in lavorazione una delibera che verrà sottoposta al Consiglio comunale.
«L’orientamento della Giunta è quello di non prorogare la possibilità di presentare nuovi piani particolareggiati nel rispetto dei comparti ancora non attuati del vigente piano regolatore - spiega Riccardo Righi, assessore all’Urbanistica - La scelta effettuata dalla Regione, che con la legge del 31 luglio scorso aveva offerto l’opportunità di prorogare la possibile presentazione di nuovi piani particolareggiati, era corretta, ma a Carpi, con un piano regolatore ultraventennale e un nuovo strumento in fase di avvio, è necessario valutare un documento di indirizzo urbanistico che, prendendo atto della proroga, persegue lo spirito originario della Legge 24 (ossia la nuova legge urbanistica regionale del 2017, ndr). L’intento è quello di garantire un quadro stabile in fase di avvio del percorso costitutivo del nuovo Piano urbanistico generale. Alla struttura tecnica del settore Urbanistica abbiamo così chiesto di valutare come redigere il documento da portare in Consiglio: si aprirà così una “finestra temporale” durante la quale i proprietari di aree interessate da trasformazioni urbanistiche potranno manifestare il proprio interesse ad attuare i piani».
Sarà uno strumento che permetterà di presentare la richiesta entro determinate scadenze, così da raccogliere tutte le opportunità di trasformazione in un arco temporale che potrebbe essere la prima metà del prossimo anno. «Questo lascerà spazio per predisporre al meglio gli scenari futuri - aggiunge il titolare all’Urbanistica - Il documento dovrebbe avere la capacità di tradurre in pubblico interesse le aree che potranno essere trasformate. Si dovranno valutare quelle che possono offrire una reale visione della Carpi del futuro, costituendo un’opportunità. Lo stesso documento dovrà contenere anche un dispositivo con cui sarà fatta una reale valutazione politica e tecnica del pubblico interesse così da poter dare il via libera al piano attuativo. Tutto questo con lo scopo di tutelare il territorio, guardando a un consumo di suolo attento a dinamiche ambientali e rigenerazione». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
