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Partita la petizione con la raccolta firme contro la discarica

Saverio Cioce

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SAVIGNANO

È partita in forze la petizione contro la discarica di rifiuti pericolosi sul Rio d’Orzo, il torrente che raccoglie l’acqua dei calanchi tra Savignano e Castello di Serravalle.

A promovere l’iniziativa il Comitato “Rio d’Orzo vive!” guidato da Daniela Monduzzi che contesta la costruzione di una discarica di 850 mila metri cubi che dovrà ospitare, 1.3 milioni di tonnellate di scorie tossiche di inceneritori, ceramiche e soprattutto amianto . Una bomba chimica a due passi dalle frazioni di Formica e Garofano, che in caso di forti temporali o bombe d’acqua scaricherebbe i fanghi tossici fino al Panaro oltre che a Savignano.

Eppure il Comune di Valsamoggia, dove si trova la frazione di Castello di Serravalle, ha messo nella sua pianificazione la discarica. Un’altro punto contestato è il giro di soldi che sta sotto questo preventivato ingolfamento di camion con materiale pericoloso.

L’area prescelta è di una ditta privata, la Unirecuperi, derivata dall’ex Unieco, che dovrebbe la redditizia operazione. Dal canto suo il sindaco di Savignano, vincitore per un soffio alle elezioni (un solo voto di differenza tra le due liste) voto, si era speso in campagna elettorale per minimizzare l’eventualità di una discarica nel cuore delle produzioni agricole Igp. Dalle elezioni a oggi ci sono state mozioni presentate dalle minoranze e quattro consigli comunali dove si è parlato del problema, ma senza esito.

Ora invece il pericolo discarica è diventato realtà. A poca distnza dalla piazza dovrebbe sorgere uno dei più grandi depositi a cielo aperto della regione per fanghi tossici. Un ecomostro rifiutato anche dalla maggioranza Pd. Non a caso sui muri e nelle bacheche del partito sotto lo stemma campeggiavano ieri i cartelli “No discarica”.

«Il senso della petizione - riassume la presidente del Comitato, Daniela Monduzzi - è quello di coinvolgere i cittadini su una scelta che porterà un danno irreversibile al territorio e alla nostra comunità. Ognuno quindi faccia la sua parte».

Chi ha seguito il sindaco l’altra mattina giura che sentito il primo cittadino promettere di bloccare fisicamente i lavori. «Sarà pronto a incatenarsi» giurano i suoi sostenitori.

Ma gli attivisti del Comitato lo aspettano al varco.

«Vediamo quali delibere e ordinanze verranno adottate - dicono i promotori della raccolta di firme - e poi capiremo chi abbiamo di fronte». —

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