Gazzetta di Modena

Modena

Si addormenta sul divano e muore nel sonno a 42 anni

Serramazzoni piange il gigante buono Stefano Serri, per tutti Simmy A trovarlo senza vita l’anziana madre. Inutile l’arrivo dell’ambulanza 

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la tragedia

Va a dormire e non si sveglia più. Ed è la madre a trovarlo senza vita sul divano, a soli 42 anni.

Tragedia da togliere il fiato venerdì a San Dalmazio, dove se n’è andato in silenzio Stefano Serri, per tutti “Simmy” o anche il gigante buono del paese, per la sua mole. Sempre pieno di energia e passione per la vita, tanto da avere un fitto gruppo di amici. Che ieri l’hanno salutato ancora increduli nel funerale che si è tenuto alle 15 in chiesa parrocchiale. Poi il corteo, seguito dalle Onoranze Franchini, al cimitero locale: in due giorni dal pieno dell’attività alla sepoltura.

Giovedì aveva fatto regolarmente il suo turno serale in ceramica. È rientrato a casa, dove viveva con l’anziana madre, e si è coricato un attimo sul divano con l’intenzione poi di andare a letto. Il destino gli ha riservato l’appuntamento finale nel sonno: è rimasto vittima probabilmente di un infarto, senza neanche accorgersene. Verso le 4 la madre si è alzata e vedendolo ancora sul divano ha fatto come per dirgli: «Ma perché non vai a letto?». Nessuna risposta. Allora ha provato a scuoterlo per svegliarlo. Ma con terrore ha scoperto un corpo già freddo. È spirato praticamente appena si è sdraiato. Sconvolta ha dato subito l’allarme al 118, arrivato con l’ambulanza di Pavullo, ma il dottore non ha potuto fare altro che constatare il decesso. Uno choc, non solo per la madre Franca e il fratello Simone.

Tutti gli amici sono rimasti sconvolti, inondando di messaggi la sua pagina Facebook: «Non ci credo ancora che te ne sei andato, forse non lo crederò mai e non vorrò mai crederlo. Rimarrai per sempre il nostro gigante buono!» ha scritto qualcuno. E ancora: «Eri tutto quello che manca a tanta gente», «fai buon viaggio grande uomo». Tra i ricordi, quello del poeta Luca Ispani: «Ci sono notizie che ti arrivano come una stilettata nello stomaco e non sai più cosa dire perché ti manca il respiro - ha scritto - di te ricordo le giornate passate alla Nuvola, i rally improvvisati, la mia macchina che regolarmente non era mai dove l'avevo parcheggiata e le mille risate. Ricordo le grigliate a Faeto e i giri a Monfestino... Mi mancherai, amico mio. Ciao Gigante». —

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