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Glauco Belmondi lascia dopo 45 anni di eccellenza nella moda made in Carpi

S.A.
Glauco Belmondi lascia dopo 45 anni di eccellenza nella moda made in Carpi

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«Ho deciso di chiudere perché i tempi sono magri per chiunque e, in aggiunta, è dal 1975 che faccio questo mestiere. È arrivato il momento di attaccare le scarpette al chiodo». Glauco Belmondi è un imprenditore di punta del settore del Tessile Abbigliamento carpigiano. Da decenni il nome Belmondi è sinonimo di “made in Carpi” e di quel comparto che ha fatto grande il nome della nostra città in tutto il mondo.

Era il 1957 quando la famiglia Belmondi ha dato vita a un maglificio la cui attività è poi proseguita con i figli Glauco e Rossella nel 1975. I capi di maglieria, sia per uomo sia per donna venivano realizzati totalmente in Italia e distribuiti per il mercato Italiano e internazionale. Numerosi i carpigiani che ricordano il grande stabilimento che faceva bella mostra di sè su via Lama, una delle strade di maggiore passaggio in città.

Glauco Belmondi, erede e artefice di questa lunga storia, nel 2008, ha riaperto uno spaccio di produzione propria, concentrandosi su collezioni realizzate in 100% cashmere proveniente dalle migliori filature italiane e scozzesi, con una cura made in Italy per ogni elemento della collezione. Glauco ha mantenuto, quindi, il filo conduttore dell’attività di famiglia. E lo farà fino alla fine di dicembre.

«Mi prendo una pausa di riflessione, dopo la chiusura, il 30 dicembre fino alla quale sarà possibile acquistare i capi a prezzo di costo - prosegue Glauco Belmondi - Qui dove sono adesso, invece, arriverà mio nipote, Francesco Verrini, con la linea Guglielmo Capone. Quella della famiglia Belmondi è una lunga storia nel mondo della moda: siamo andati avanti fino al 2005 con la storica azienda. Siamo stati tra gli ultimi a chiudere, fra le imprese più grandi. E abbiamo chiuso volontariamente, facendo completamente fronte a tutti gli impegni assunti. Ciò mi ha consentito di continuare a lavorare e mettere in piedi lo spaccio. Ora, però, sento che è arrivata la fine di un’epoca, non vale la pena continuare. Lascio così spazio a mio nipote che proseguirà con capi dall’ispirazione differente». —

S.A.

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