L’ex senatore scrive alla presidente Casellati «Il caso torni in Giunta»
«Nel mio ruolo di presidente dal 2006 al 2008 della Giunta per le autorizzazioni della Camera e componente della Giunta del Senato dal 2013 al 2018, ho sempre constatato che è pacificamente accolto il principio che se l’ autorizzazione deve essere avanzata per intercettazioni autorizzate dall’autorità giudiziaria, a maggior ragione la richiesta deve essere avanzata per intercettazioni fraudolentemente carpite nei confronti di un parlamentare, e delle quali l’autorità giudiziaria intende avvalersi». A scriverlo, in una richiesta inviata alla presidente del Senato Casellati, è l’ex senatore modenese Carlo Giovanardi, che chiede così alla seconda carica dello Stato di rimandare alla Giunta per le autorizzazioni di Palazzo Madama la questione intercettazioni sulle presunte pressioni esercitate nei confronti della Prefettura di Modena. Una richiesta arrivata dopo il passaggio dell’indagine dalla Dda di Bologna al Tribunale di Modena. «La prego - scrive Giovanardi alla presidente del Senato - anche di invitare lo stesso Tribunale ad inviare al Senato, per l’autorizzazione ad un eventuale utilizzo, tutte le intercettazioni, video ed audio, i tabulati e quanto altro nel fascicolo indicato quale fonte di prova di cui la Procura vorrà fare uso nel procedimento in oggetto, ed in particolare gli audio e video carpiti da Alessandro Bianchini. Come ho dettagliatamente esposto nella memoria depositata in giunta - aggiunge l’ex senatore - tutti gli interventi da me svolti sul territorio per contestare le metodologie adottate dalla Prefettura per colpire le aziende locali con interdittive antimafia sono sempre state evidenziati in una pluralità di interpellanze, interventi in aula e in Commissione antimafia ». —
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