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Le mosse contro la discarica: divieto d’accesso ai camion

Elena Pelloni

Bloccati i veicoli superiori alle 3,5 tonnellate sulla strada che porterebbe al sito Intanto anche dalla Provincia arriva il “no” compatto dell’intero Consiglio

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Una svolta importante contro la discarica di “Rio d’Orzo” è arrivata ieri dai tavoli della Provincia. A seguito del Consiglio Provinciale tenutosi in mattinata, durante il quale è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno contrario all’ipotesi di realizzazione del “Parco tecnologico” nei pressi di Castello di Serravalle, Alessandro Manni, direttore dell’Area Lavori Pubblici dell'Amministrazione Provinciale di Modena, ha inoltre emanato un’ordinanza nella quale si prescrive il «divieto di transito sulla S.P. 37 di “Serravalle” a tutti i veicoli di massa a pieno carico superiore a 3,5 t eccetto i residenti e le macchine agricole». Ordinanza emessa anche dalla Città Metropolitana di Bologna, essendo un tratto della medesima strada di sua competenza. Perché questo comporterebbe una svolta? Perché il tratto di strada in questione, da domani off-limits per i mezzi pesanti, conduce appunto a Castello di Serravalle, località nei pressi della quale Unirecuperi Srl avrebbe intenzione di realizzare il suo “Parco tecnologico” per lo smaltimento di rifiuti, quali amianto. «Si tratta di una misura per la quale avevo fatto proposta in Provincia già un anno fa. A seguito di una lunga interlocuzione tra Modena e Bologna, il divieto di transito è stato finalmente approvato» fa sapere il sindaco di Savignano, Enrico Tagliavini. Sulla carreggiata in questione vigeva già il divieto di transito per i mezzi superiori alle 7 tonnellate di peso, limite ulteriormente abbassato vista «la presenza di avvallamenti e fessurazioni della carreggiata che rappresentano, in modo evidente, l’inadeguatezza della fondazione stradale la quale non è in grado di continuare a sopportare i carichi eccessivi indotti dall’aumento di traffico pesante», recitano le ordinanze emanate ieri. Forse, non si tratta forse della misura risolutiva per togliere definitivamente di mezzo l’ipotesi discarica, ma di sicuro rappresenta un ulteriore ostacolo per il progetto di Unirecuperi Srl. «Ci tengo a precisare – specifica Tagliavini - che il motivo per cui avevamo chiesto il divieto di transito ai mezzi pesanti era legato a ragioni di sicurezza. Più di una volta, infatti, il Rio d’Orzo aveva esondato, allagando un tratto di nostra competenza. Questo ha via via compromesso il fondo stradale, il quale non gode più delle condizioni necessarie per sostenere il passaggio di mezzi pesanti. È impensabile, poi, che da lì possa transitare la quantità di camion prevista da Unirecuperi, per la costruzione della discarica prima e per il conferimento di rifiuti, poi». Se da un lato la decisione in merito alla discarica è ancora lontana, è pur vero che lo schieramento unanime del Consiglio Provinciale contro tale progetto rende compatta la posizione di tutto il territorio: «una ferita, un rilevante elemento di degrado e compromissione che qualificherebbe negativamente l’ambiente e l’economia del territorio modenese», si legge nella nota diffusa dalla Provincia. Fino alla Conferenza dei Servizi, la cui convocazione è prevista intorno a metà gennaio, chiunque potrà far pervenire le proprie osservazioni, inviandole in forma scritta in Regione. Contro la discarica si è attivata anche l’associazione savignanese “Rio d’Orzo vive”. —

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