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Tra sindacati e Confcommercio scontro su sicurezza e festivi

Tra sindacati e Confcommercio scontro su sicurezza e festivi

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Botta e risposta a distanza, tra sindacato e associazioni del commercio, sul tema delle tutele per i dipendenti. Ieri Cgil, Cisl e Uil hanno lamentato un calo complessivo di attenzione sulle misure anticovid: «Il calo di attenzione - scrivono Filcams, Fisascat e Uiltucs - a cui si è assistito complessivamente in questi mesi in merito al rispetto delle misure di prevenzione e contrasto al rischio contagio, si sta riscontrando anche all’interno di molte attività commerciali sia da parte delle aziende che di coloro che frequentano quelle attività in veste di consumatori».

Una sottolineatura che non è piaciuta a Confcommercio: «Ignoriamo quale siano le fonti dei sindacati e da quale punto di osservazione muovano accuse senza capo né coda – commenta Leone – ma ci meravigliano affermazioni che nella realtà non trovano alcun riscontro: i nostri esercizi hanno posto in essere, con esborsi non indifferenti, ogni azione richiesta dalle disposizioni vigenti per prevenire la diffusione del Covid-19, tutelando con ogni sforzo la salute di chi nell'attività lavora e dei relativi clienti. Invitiamo le organizzazioni sindacali a misurare le parole – conclude Leone – e ad avere maggiore rispetto nei confronti di chi ha preso sin dal principio sul serio il Covid, è da mesi sull'orlo del baratro, ma pur sempre responsabilmente in prima linea nel difendere la salute e sicurezza dei lavoratori e della clientela, oltre che nel tutelare i posti di lavoro».

«Di giorno in giorno - rincarano la dose i sindacati - stiamo ricevendo sempre più segnalazioni da parte degli addetti del settore di un allentamento, se non addirittura in alcuni casi di un azzeramento, dei contingentamenti all’entrata degli esercizi commerciali, di una gestione inesistente dei flussi all’interno così come sul corretto utilizzo dei dispositivi di protezione e della misurazione della temperatura corporea. La tensione tra queste lavoratrici e lavoratori, in particolare modo per quelli che prestano la loro opera nei supermercati e ipermercati, sta crescendo in maniera esponenziale. Riteniamo che, data la fase così delicata e cruciale, occorra ritornare a prevedere la chiusura anche dei supermercati e ipermercati in quelle giornate garantendo “una boccata d’ossigeno” a questi lavoratori». —

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