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Aperto il cantiere per un Pronto soccorso con più spazi e servizi

Elena Pelloni
Aperto il cantiere per un Pronto soccorso con più spazi e servizi

Ospedale e investimenti Ausl Casoni: «Il progetto si ispira a quanto chiesto dal personale» Il sindaco: «Preziosa la sinergia tra i vari attori coinvolti» 

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/ Vignola

Sono iniziati lunedì i lavori di ampliamento del Pronto Soccorso di Vignola, grazie ai quali l’intera struttura ospedaliera potrà godere di spazi più ampi e meglio attrezzati. Il progetto, il cui valore complessivo d’investimento è di oltre 1 milione e 300 mila euro, è stato finanziato grazie al decreto-legge di maggio e prevede anche l’allestimento di nuove attrezzature elettromedicali.

«Era da tempo che aspettavamo la possibilità di far partire i lavori nel nostro ospedale e questa accelerazione rispetto all’inizio previsto è dovuta a una preziosa sinergia nata tra tutti gli attori coinvolti - con queste parole ha aperto l’incontro tenutosi ieri in Comune, il sindaco Emilia Muratori - sappiamo che questo creerà disagio alla viabilità ma abbiamo il sostegno dei cittadini e degli esercenti che abitano in zona, a tutti gli altri chiediamo comprensione in vista di un grande salto di qualità».

Presente all’evento anche Federica Casoni, dirigente medico dell’ospedale di Vignola: «Il progetto è la sintesi di ciò che medici, infermieri e autisti, in primis, hanno immaginato per il loro ospedale, al fine di accogliere al meglio gli utenti e di rendere il lavoro più pratico e veloce. La realizzazione seguirà il progetto dell’architetto Carmen Bragagnolo».

In questo momento transitorio, durante la fase dei lavori, l’accesso del Pronto Soccorso avverrà dall’ingresso laterale sinistro dall’atrio principale. Per intenderci, dalla parte dei parcheggi, in Via Giovanni Paolo II e non più da Via Plessi. Una volta finiti i lavori di ampliamento, i quali da cronoprogramma dovrebbero esaurirsi tra aprile e maggio 2021, «la rampa d’accesso sarà più ampia e permetterà sia alle ambulanze che ai cittadini di entrare più comodamente in Ps. Ai lati ci saranno due ingressi pedonali e verrà ampliata la camera calda dove i mezzi potranno effettuare manovre in maniera più agevole e sicura. La sala d’attesa sarà divisa in due parti: una a pressione negativa per i pazienti sospetti pandemici e una per i non sospetti. Rimarrà comunque attiva l’attuale tecnostruttura esterna del Ps-Covid».

Maria Pia Biondi, direttrice del distretto sanitario di Vignola ha inoltre illustrato il punto della situazione sulle Case della Salute del distretto. «A Montese i lavori sono iniziati da anni e il progetto è ormai giunto a un livello definitivo. Castelnuovo sta siglando l’accordo con l’Azienda Usl e a Zocca si inteverrà su una struttura comunale già esistente. Per il momento, a Vignola, sta andando avanti l’idea di un Polo Socio-Sanitario, comprensivo di una Casa della Salute, dell’ospedale di comunità e dell’adeguamento della Casa Residenza dell’Asp Terre di Castelli. Aldilà della cifra di stanziamento già individuata dalla Regione, stiamo predisponendo lo studio di fattibilità tecnico».

Antonio Brambilla, Direttore Generale dell’Ausl, si è detto estremamente soddisfatto del potenziamento della struttura di Vignola. «Questo è soltanto il primo di molti ampliamenti che abbiamo in mente per gli ospedali del territorio. Una misura utile, non solo in questo periodo emergenziale».

Da lunedì, Vignola, sarà anche pioniere del sistema del “Telemonitoraggio”, il quale permette di mantenere sotto osservazione i positivi domiciliati. —

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