Firmata la convenzione per il Sant’Agostino Ora la richiesta per i lavori
Il nuovo atto sottoscritto da Fondazione, Comune e Università rappresenta un passaggio importante per la riqualificazione
Firmata ieri mattina la convenzione urbanistica tra Fondazione di Modena, Comune di Modena e Università di Modena e Reggio per l’attuazione del Programma di riqualificazione dell'ex Ospedale Sant'Agostino. La firma della convenzione rappresenta un passaggio importante per l’avvio dei lavori di rigenerazione del complesso settecentesco. Il passaggio successivo sarà la richiesta al Comune di Modena, da parte della Fondazione (in quanto soggetto attuatore), delle autorizzazioni a costruire. Una volta accertati i requisiti necessari i lavori potranno finalmente iniziare. Il Piano di Riqualificazione Urbana "Complesso dell'ex Ospedale Sant'Agostino" potrà essere attuato per successivi stralci funzionali tramite la predisposizione dei relativi progetti definitivi ed esecutivi.
Il primo stralcio di lavori riguarderà la cosiddetta parte demaniale del comparto dell’ex Ospedale, in concessione all’Università di Modena e Reggio, destinata a ospitare il nuovo allestimento dei Musei Universitari. Per quest’area la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio aveva già autorizzato, nel giugno scorso, la realizzazione degli interventi previsti nel progetto di riqualificazione del complesso Sant’Agostino.
Tutto era nato nel segno di una grande archistar, Gae Aulenti e da un politico allora sulla breccia come il vicepremier ed ex sindaco di Roma Francesco Rutelli. Era il 2007 e quest’ultimo andò nella sede della Fondazione di Modena a firmare un prestigioso accordo tra Stato, Comune e fondazione proprietaria del Sant’Agostino che avrebbe trasformato l’ex ospedale settecentesco in un “tempio” della cultura. Sono passati tredici anni e di quella gloria restano le briciole, giusto Ago - Fabbriche culturali. Non resta nulla delle torri per i libri della Biblioteca Estense ideate da Gae Aulenti così come non se n’è fatto nulla del trasferimento delle biblioteche Estense e Poletti. Resta un percorso irto di colpi di scena fino a oggi.
Nel 2013, epoca del sindaco Giorgio Pighi, il consiglio comunale rilasciò un permesso a costruire in deroga e l’allora potentissima dirigente del Ministero Carla di Francesco rilasciò il suo via libera al progetto. Permesso a costruire e firma del Ministero furono impugnati in tribunale da Italia Nostra di Giovanni Losavio e il Tar nel 2015 annullò le operazioni. Si deve ripartire. Nel febbraio 2016 arriva quindi un accordo procedimentale tra Ministero, Comune e Fondazione. Poi si è arrivati, nei mesi scorsi, alla approvazione della variante con i voti della maggioranza di centro sinistra che sostiene Muzzarelli e, infine, alla bocciatura di un anno fa esatto, per mano della commissione regionale per il patrimonio culturale del Ministero, che ha per protagonista principale la Soprintendenza. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
