«Mercato coperto: e se si valutasse di trasformarlo in una piazza?»
La proposta di Carpi Urban Center: «Con la demolizione sarebbe restituito un pezzo di centro antico»
Perché non cogliere la sfida della demolizione del mercato coperto per restituire alla città un “bel pezzo di centro antico”, trasformandolo magari in un giardino con accattivanti elementi di arredo, o in una piazza? La suggestione è messa sul tavolo da Carpi Urban Center, associazione presieduta da Isabella Colarusso, creata per dare impulso alla partecipazione dei cittadini alle scelte urbanistiche. Il contesto è il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, commentato in quattro punti: fra questi c’è proprio il destino del mercato coperto.
«Si dibatte da tempo sul destino di questo manufatto progettato dall’ingegner Domenico Malaguti con stile ispirato - al ribasso - all’architettura razionalista, risalente al 1939 e completato nell’immediato secondo dopoguerra - scrive l’associazione - Nell’ambito di una reinterpretazione del ruolo delle antiche porte, tutte sistemate negli anni Cinquanta in funzione della circolazione automobilistica, crediamo sia opportuno valutare l’ipotesi di sperimentare proprio qui un riassetto aggiornato di questo spazio».
Carpi Urban Center lancia la proposta di «una risistemazione dell’intero piazzale Ramazzini, reso fruibile per i cittadini, liberato dai parcheggi ampiamente recuperati sulla cintura dei viali». Questo «potrebbe anche includere la sfida della demolizione dell’immobile per restituire alla fruizione un bel pezzo di centro antico, sistemato a giardino o piazza pedonali e con particolari suggestioni di arredo, secondo criteri che ispirarono a suo tempo anche i progetti pervenuti per il concorso di idee promosso sul tema delle antiche porte».
Sull’immobile la giunta comunale ha emanato un bando, la cui scadenza è il 30 novembre, per raccogliere proposte. L’amministrazione, infatti, nei mesi scorsi ha deciso di non venderlo, ma, al contrario di conservarlo nel proprio patrimonio: lo stabile sarà così ora occupato da chi formulerà un’offerta migliore tra quelle che arriveranno. L’anno scorso, una società che fa capo a punti vendita Conad non aveva fatto mistero di avere puntato la struttura, dopo la chiusura del supermercato di via Colombo.
Tra i punti evidenziati da Carpi Urban Center, c’è, inoltre, la priorità alla trasformazione della zona 30 del quartiere via Colombo in “isola ambientale”. Si danno spunti, poi, su linee d’azione in tema di mobilità leggera. Infine, è condivisa l’idea di allargare la Ztl, accompagnata da una riforma della viabilità e della sosta, «ma la soluzione di applicare la stessa riforma a viale Nicolò Biondo avrà ricadute su tutta la viabilità est a ridosso dei binari, da via Alghisi a viale Dallai e piazzale Dante, fino al passaggio a livello di via Roosevelt». Si chiede, dunque, al Comune, se esista un’ipotesi di gestione di questi flussi. —
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