Il lago della Ninfa riscoperto grazie a natura e cucina doc
SESTOLA
Fino all’ultimo per godersi le fresche brezze montanare, il lago della Ninfa ha conosciuto anche quest’anno una buona affluenza turistica. I due ristoranti che dominano il lago -la “Baita della Ninfa” e il Bar Ristorante “Lago della Ninfa”- hanno beneficiato anche nei giorni scorsi prima delle restrizioni per il Covid della generale tendenza di questo anno atipico, che ha spinto sempre più persone a prediligere la montagna come meta dei propri mesi estivi.
Ramsete Turchi della “Baita della Ninfa”, ha registrato da giugno a settembre un incremento del 50% rispetto ad una normale annata. «Abbiamo riaperto a giugno con tanti dubbi post-lockdown, non sapevamo come sarebbe andata la stagione e di conseguenza quanto personale assumere. In realtà si è presto rivelata un’estate da incorniciare, tra le migliori da quando sono titolare della baita. Abbiamo fatto aperitivi ed eventi in collaborazione, nel rispetto delle norme sanitarie, che hanno riscosso molto successo». Afflusso che non è diminuito in autunno, e fino all’ultimo weekend pre-restrizioni, il Bar Ristorante “Lago della Ninfa”, ha apparecchiato parecchi tavoli. «La definirei un’estate “lunga” –afferma Luca Pesavento, gestore del locale- grazie alle condizioni atmosferiche favorevoli. Gli anni scorsi tra nebbia e pioggia difficilmente si arrivava a metà novembre. Sabato, l’ultimo giorno prima di passare in zona arancione, avevamo circa 70 coperti». “La Baita della Ninfa” invece, aveva chiuso prima, come da accordi stabiliti tra i due ristoranti. «Credo che avremmo lavorato molto se fossimo stati aperti – continua Turchi, il proprietario del locale- ricevevo più di 200 chiamate a settimana per chiedere se fosse possibile prenotare, non solo nel weekend. Speriamo che la gente continui a venire, e speriamo di riaprire presto». Una annata che inizialmente non prometteva affatto bene, con una stagione invernale che ha sofferto la scarsità di neve. A gennaio gli impianti sciistici erano quasi vuoti, e di conseguenza anche i tavoli dei ristoranti. «Il calo si attesta intorno al 40% rispetto agli altri anni», dichiara Pesavento, del Bar ristorante “Lago della Ninfa”. Per il resto l’autunno, anche se ha assistito all’azzeramento degli eventi, sul nostro Appennino ha registrato ovunque una buona affluenza grazie a una stagione che ne ha favorito le presenze. — M.V.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
