«Incontrare Unirecuperi? No, non devono convincerci»
L’azienda ha partecipato al Consiglio di Valsamoggia e chiede il bis a Savignano Tagliavini: «Conosciamo già le loro motivazioni e loro le nostre: siamo contrari»
Savignano
L’argomento è decisamente caldo, capace di attirare l’attenzione dei cittadini. In particolare sui social. D’altra parte non potrebbe essere diversamente. Si tratta di una discarica, tecnicamente un “Parco tecnologico”, dove saranno scaricati i rifiuti, tra questi anche l’amianto. Il sito, come ormai arcinoto, è stato progettato nel Comune di Valsamoggia, ma praticamente al confine con Savignano. E proprio durante il Consiglio comunale del macro-comune bolognese sono intervenuti tre rappresentati di Unirecuperi Srl, la ditta che vorrebbe costruire la discarica. Hanno illustrato il loro “piano” di lavori e chiarito alcuni aspetti. Prima di tutto si è parlato dell’utilizzo di dispositivi di ultima generazione, poi della serietà dell’azienda. Concetti che la stessa Unirecuperi vorrebbe ribadire anche a Savignano, in consiglio comunale. «Confermo che ci hanno contattato - sono le parole del sindaco Enrico Tagliavini - e che hanno inviato una lettera a tutti i Consiglieri. Personalmente sono per rifiutare questo incontro. L’azienda, contro la quale non abbiamo nulla, ha infatti già illustrato il progetto a Valsamoggia. Abbiamo sentito il Consiglio, ma non è emerso nulla di nuovo. Per sintetizzare: non siamo qui per farci convincere di qualcosa da qualcuno. Il nostro “no” rimane ed ha basi molto profonde, perché l'azienda ha individuato un'area che non è assolutamente idonea per un “Parco tecnologico”, per una discarica di quel tipo. Resto aperto ad eventuali richieste da parte dei Consiglieri». A Valsamoggia è stata la minoranza a chiedere un incontro. «Se il Consiglio mi chiederà di ospitare Unirecuperi non ci saranno problemi, ma personalmente ribadisco che non ne vedo la necessità. Mi sembra tutto chiaro, come del resto è chiara a loro la nostra posizione. Nel caso sarebbe un appuntamento online e pubblico».
Il discorso di Tagliavini si allarga: «Sento dire che le discariche sono importanti. Certo, ma devono essere realizzate nei luoghi consoni dal punto di vista ambientale, geologico, geografico, morfologico. Tenendo in considerazione l'esigenza di tutela di ecosistemi unici, di rilevanza geologica e archeologica di zone di attrazione turistica e di produzione di tipicità agroalimentari. Insomma non in un’area come quella di cui si discute. Sono convinto che gli investimenti debbano essere fatti sulla inertizzazione dell’amianto piuttosto che sul suo smaltimento. Ripeto: Unirecuperi non è in discussione come azienda, il loro progetto in quel luogo invece sì. Savignano è da sempre contrario». —
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