Gazzetta di Modena

Modena

il nuovo colosso agroalimentare dei formaggi dop 

Bonterre avrà il controllo della società nata dall’unione Parmareggio-Agriform

Stefano Turcato
Bonterre avrà il controllo della società nata dall’unione Parmareggio-Agriform

Un gigante da circa 550 milioni, in cui la maggioranza sarà modenese, per esportare Parmigiano e Grana Padano

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Stefano Turcato

La notizia della nascita di un nuovo gigante agroalimentare dei formaggi Dop, dovuta all’unione fra Parmareggio e Agriform, è uscita in anticipo rispetto ai tempi previsti suscitando imbarazzo fra i due contraenti.

I grandi produttori di formaggi Grana, Parmigiano Reggiano da una parte e Grana Padano dal’altra, dopo anni di concorrenza leale ora uniscono le forze in un’unica società in cui Parmareggio avrà la maggioranza lasciando però alla parte veneta una «minoranza qualificata protetta da una serie di patti parasociali che le consentiranno un sostanziale equilibrio nella governance e il controllo di tutte le operazioni di natura straordinaria». La sede della nuova società sarà a Modena e l’accordo sarà operativo dal primo gennaio. Queste le notizie già ufficiali, comunicate mercoledì scorso, quando in realtà non tutti i dettagli sono stati concordati, compreso il nome della nuova società. Le anticipazioni da parte della stampa hanno costretto Parmareggio e Agriform a comunicare che l’accordo di massima era già stato raggiunto, in attesa della chiusura definitiva dell’operazione, prevista per la fine di novembre. Poi seguiranno i Consigli delle due società e l’annuncio ufficiale completo, probabilmente per la metà di dicembre.

Va ricordato che la nuova società composta da Parmareggio e Agriform farà parte della struttura di Bonterre, la realtà societaria che controlla la stessa Parmareggio e Grandi Salumifici Italiani. A sua volta Bonterre è controllata dal Consorzio Granterre e da Unibon.

«Al progetto lavoriamo da anni - ha dichiarato il consigliere delegato e direttore di Agriform, Nisio Paganin - e finalmente siamo riusciti a perfezionare gli accordi vincolanti, che saranno sottoscritti a giorni. L’operazione riguarda due società in ottima salute». Una precisazione importante per sgomberare il campo da equivoci in cui è già caduto chi ha voluto paragonare questa operazione a quella di Grandi Salumifici Italiani, che potrebbe incorporare l’azienda di salumi Ferrarini. In quest’ultimo caso l’intervento si configura come un vero e proprio salvataggio di un’azienda in chiara difficoltà, viceversa Parmareggio e Agriform uniscono le forze per dare corpo a programmi di sviluppo, soprattutto verso i mercati esteri. Parmareggio ha un fatturato di 408 milioni di euro ma solo il 20% proviene da mercati stranieri. Agriform, che oltre al Grana Padano produce formaggi come Asiago, Piave e Montasio, vanta invece un fatturato di circa 150 milioni, dei quali oltre il 50 per cento proviene dall’estero. Il Grana Padano è esportato per l’82% in Europa con la Germania primo mercato estero, cui segue la Francia poi Belgio, Olanda e Lussemburgo.

E proprio per acquisire una maggiore competitività sui mercati esteri, oltre che su quello nazionale, ha preso corpo questa operazione da parte di Parmareggio: «L’aggregazione è stata pensata per acquisire dimensione sul mercato domestico dei formaggi duri, molto frazionato, e per raggiungere nuovi traguardi oltre confine», ha confermato Giuliano Carletti, amministratore delegato di Parmareggio.

La nuova realtà, frutto di questa unificazione, avrà un fatturato di circa 550 milioni di euro, per un terzo realizzato all’estero, ponendosi ai vertici del mercato dei formaggi grana Dop, con l’unicità di potere garantire il controllo completo della filiera produttiva attraverso le rispettive basi sociali. —

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