Cimbri lancia fusione Bper-Banco Bpm L’Ad Castagna: «Siamo interessati»
Il colosso assicurativo continua a stimolare il vertice dell’istituto modenese. Sorgerebbe una realtà da 300 miliardi
Stefano Turcato
I giornalisti sportivi la definirebbero «una bomba» nel settore economico e bancario.
Espressione forse un po’ troppo reboante ma di certo le dichiarazioni rilasciate ieri da Carlo Cimbri sull’ipotesi di una aggregazione fra grandi banche come Bper e Banco Bpm non possono essere sottovalutate perchè non si devono ai soliti analisti o a un osservatore qualificato ma al Ceo di Unipol, che rappresenta il 20% del capitale di Bper Banca, di fatto il maggiore azionista. Cimbri ha definito affascinante una possibile aggregazione: «L'idea di creazione del terzo gruppo bancario italiano - ha detto Cimbri - attraverso l'aggregazione tra Banco Bpm e Bper è affascinante sia sotto il profilo industriale sia perché si tratterebbe di un grande progetto italiano. Verrebbe a consolidarsi il settore bancario con un gruppo da 300 miliardi di attivi, prevalentemente nel nord Italia, con quote di mercato importanti nelle regioni più produttive del Paese ed economie di scala estremamente rilevanti».
«I media riportano che in questo periodo Banco Bpm sta definendo le proprie strategie - ha proseguito Cimbri - Qualora dimostrasse prioritario interesse verso questa ipotesi penso che Bper non potrebbe che approfondirla con grande attenzione. Un progetto che creasse valore e fosse coerente con gli interessi degli azionisti raccoglierebbe il consenso degli stessi e del mercato».
La Borsa ha reagito molto positivamente a queste dichiarazioni. Nessun commento da parte di Bper e questo diversamente da Banco Bpm che è subito intervenuto sull’argomento: «La banca - ha affermato l’Ad Giuseppe Castagna - è interessata a esplorare operazioni di aggregazione con una forte valenza industriale volte a creare valore per gli azionisti e accogliamo con piacere le dichiarazioni di Cimbri, Ceo di Unipol, primo azionista di Bper, in relazione a una possibile operazione di consolidamento». Non c’è nemmeno bisogno di precisare che da queste affermazioni non si possono trarre conclusioni affrettate sjulla realizzazione concreta di una aggregazione Bper - Banco Bpm. Si può invece affermare che da una parte, Banco Bpm, le opportunità di aggregazione di un certo livello vengono valutate con attenzione e interesse, come del resto avvenuto per l’ipotesi che coinvolge Crédit Agricole. Mentre dall’altra parte, Bper Banca, il maggiore azionista Unipol continua a svolgere una funzione di stimolo verso il vertice dell’istituto mettendo sul tavolo argomenti forti. Al tempo stesso non va dimenticato che Bper è tuttora impegnata in un’operazione complessa come quella dell’acquisizione di centinaia di sportelli ex Ubi ed ex Intesa Sanpaolo. Certo è che tutte le maggiori banche italiane, in materia di aggregazioni, in questa fase temono le pressioni dall’alto (Bce, Banca d’Italia e Stato italiano) per un coinvolgimento nel salvataggio di Mps. Per loro è comprensibile sia meglio parlare di fusioni di altro genere.
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