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“Solidarietà in rete” all’opera Ecco la cassetta alimentare

Mattia Vernelli
“Solidarietà in rete” all’opera Ecco la cassetta alimentare

L’associazione di volontari ha dato vita alla “bottega” dove le famiglia in difficoltà possono trovare un aiuto «Facciamo il possibile»

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/ San Cesario

Niente più spesa con i punti della Caritas alla bottega solidale dell’associazione “Solidarietà in rete”, i bisognosi riceveranno cassette piene di beni di prima necessità. Si tratta della solidarietà ai tempi del Covid, che ha dovuto cambiare faccia e forma, ma è sempre lì, silenziosa e operativa. «Dobbiamo tornare ad operare come gli anni scorsi, ovvero da Centro di distribuzione alimenti, preparando delle cassette per i bisognosi»: dichiara Augusto Brighetti, presidente dell’associazione. «La trasformazione in “Piccola bottega solidale” è dettata dalla volontà di dare maggiore autonomia e responsabilità alle persone che accedono ai nostri servizi. Possono decidere cosa acquistare, come in un supermercato, ma devono sapere gestire i punti mensili. È anche un discorso di dignità - sottolinea Brighetti- che si distacca dal puro assistenzialismo, è un modo per rendere la persona aiutata parte attiva del percorso».

Più di 60 le famiglie attualmente aiutate a San Cesario, per un totale di 220 persone, di cui la metà sono minori. «Anni fa i nuclei famigliari bisognosi erano stranieri, magari arrivati da poco sul territorio. I dati di oggi - dichiara Marisa Zanoli, responsabile della bottega - raccontano di un incremento dei nuclei familiari italiani in difficoltà, che fino a qualche anno godevano di condizioni più agiate».

Anche in piena pandemia, Augusto e la sua squadra non si sono mai fermati. «Da febbraio a giugno -continua il presidente- abbiamo consegnato 110 spese a domicilio. Lavorando in rapporto sinergico con i servizi sociali, abbiamo aiutato tante famiglie. Facciamo il possibile».

Servizi a 360 gradi quelli offerti da “Solidarietà in rete”: dalla scuola di italiano per migranti alla bottega dei vestiti usati. Dieci anni di attività nel terzo settore e 30 mila euro di aiuti economici erogati dall’anno di nascita, resi possibili dal fondo dell’associazione, finanziato dalle donazioni e dai proventi del mercatino degli oggetti usati. «Con la didattica a distanza è emerso il problema degli strumenti tecnologici, alcune famiglie ne erano prive. Così abbiamo comprato computer o tablet laddove servivano»: dichiara Brighetti. —

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