«Acof, nessun danno erariale» Assolti Benatti, tecnici e politici
Appello della Procura inammissibile sul caso delle onoranze funebri comunali La ricapitalizzazione votata da ex sindaco e Consiglio con l’ok dei revisori
mirandola
Tutti assolti: il presunto danno erariale su Acof, la società di onoranze funebri a lungo partecipata dal Comune, non c’è stato. Lo ha stabilito la terza sezione della Corte dei Conti che ha dichiarato inammissibile l’appello della Procura. Si chiude così una vicenda che per anni ha pesato nei rapporti in città. Il collegio giudicante ha assolto l’ex sindaco Maino Benatti, l’ex presidente del Consiglio Andrea Venturini, i politici Luigi Malavasi, Rita Cerchi, Paolo Barbieri, Samir Abou Merhi, Maurizio Cavicchioli, Luana Reggiani, Francesca Campagnoli, Fabio Degiuli e Anna Bellodi; il tecnico comunale Mirko Bruschi; l’ex segretario comunale, Alessio Primavera; l’avvocato Simone Bonfante e i revisori dei conti Luca Altomonte, Matteo Luppi (ora vice presidente di Aimag) e Giorgia Butturi, attuale presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola. Nomi noti e meno noti, finiti al centro dell’indagine della magistratura contabile per la ricapitalizzazione di Acof.
La sentenza, depositata venerdì, chiude il procedimento dichiarando “inammissibile” il ricorso della Procura che si era opposta all’assoluzione in primo grado di quella che è stata classe dirigente dell’ultimo decennio. Ma al di là delle formule assolutorie, la sostanza della vicenda porta a decretare che la ricapitalizzazione della società partecipata dal Comune è stata fatta in maniera corretta. Poco importa se da lì a pochi mesi Acof sarebbe stata dismessa - ora vive e genera utili sotto la guida dell’imprenditore Gianni Gibellini - perché il Consiglio comunale aveva tutti i diritti a procedere con la capitalizzazione di quasi 300mila euro.
Ma per ricordare la vicenda bisogna tornare al 2013 quando l’amministrazione, in quel momento sollecitata anche dai consiglieri di Forza Italia, Antonio Platis e Lia Gabrielli (si ricordano accuse pesanti e polemiche durate mesi), affidò un incarico esterno ad una società che certificò alcuni problemi di bilancio interni ad Acof che aveva registrato una perdita di 58mila euro nel 2011 e 288mila euro nel 2012 anche a causa - si disse - dell’aumento delle famiglie che chiedevano la rateizzazione del pagamento delle spese funebri. E anche il 2013 si accingeva ad essere un’annualità in rosso, tanto che l’amministrazione aveva già definito la dismissione. La ricapitalizzazione, però, venne considerata “illogica ed irrazionale” dalla Procura proprio per la ridotta aspettativa di vita della società.
La scelta di ripianare per 218mila euro fu letta solo come un tentativo di riparare ai debiti societari verso i dipendenti e per un contenzioso legale con una ex lavoratrice, mentre la difesa dei politici e dei tecnici coinvolti ribadirono la bontà dell’operazione “che avrebbe permesso di incassare somme quantificabili in almeno 324mila euro con saldo positivo per le casse dell’ente di 105mila euro ed effetti positivi sarebbero stati registrati anche sul contenzioso in atto, conseguendo minori spese per 117mila euro”. Tutte valutazioni che hanno convinto i giudici di primo grado mentre quelli di Appello non sono praticamente entrati nel merito: appello inammissibile perché al momento della ricapitalizzazione non erano ancora stati certificati tre anni di perite economiche e quindi l’operazione era del tutto legittima, almeno da un punto di vista legale.
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