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“Orientalavoro” In cinquecento hanno chiesto aiuto allo sportello

Stefania Piscitello

L’assessore Ottolini: «La media di chi si rivolge al servizio ha sui quarant’anni. Scarsa conoscenza dell’uso del pc»

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MARANELLO

«Ultimamente sono state diverse le persone, soprattutto intorno ai quarantacinque anni, che hanno perso il lavoro a causa del Covid e che hanno deciso di rivolgersi al nostro sportello...» così Daniela Ottolini, assessore al lavoro di Maranello, riferendosi al servizio Orientalavoro, attivato dal Comune ormai da cinque anni. Obiettivo, indirizzare le persone disoccupate alla ricerca del lavoro, fornendo assistenza nella compilazione del curriculum, mettendole in contatto con le agenzie e, più in generale, dando utili consigli. In questi cinque anni sono stati circa cinquecento gli appuntamenti fissati con altrettanti cittadini in cerca di un’occupazione; cittadini che, a distanza di un anno, sono stati ricontattati per una verifica. Quel che è emerso, in generale, è un effetto positivo del servizio, che, oltre a fornire un aiuto concreto, cerca di dare maggiori sicurezze a persone che, in certi casi, si sono ritrovate senza lavoro da un giorno all’altro: «Quando li abbiamo ricontattati – continua l’assessore – abbiamo saputo che qualcuno si è ricollocato, altri ci hanno ringraziati per averli aiutati ad avere in mano uno strumento col quale potere cercare lavoro». Sì, perché è proprio di “strumenti” che si parla, ed è proprio questo uno dei punti cruciali su cui si sofferma il servizio. Come detto, infatti, dopo il primo periodo di lockdown, sono state molte le persone che si sono rivolte allo sportello in cerca di un supporto: «C’è stato un lungo periodo di stallo – continua Ottolini – anche perché per diverso tempo siamo stati chiusi in casa, e le persone non si facevano tanto vive, era come se tutto fosse sospeso. Poi verso giugno hanno riacquistato fiducia e hanno ricominciato a venire qui, dove c’è la nostra operatrice pronta ad aiutarli». Un fatto, evidente, emerso da questi contatti è che la maggior parte degli utenti che si recano allo sportello hanno scarsa dimestichezza con la tecnologia. Difficile per loro inviare una candidatura su internet, o creare un profilo su LinkedIn per attirare le aziende e i possibili datori di lavoro. «Magari sanno usare lo smartphone – prosegue l’assessore – ma c’è da fare un lavoro di consapevolezza, per fare capire che avvicinarsi al computer può essere utile per trovare un impiego. La nostra operatrice prova a fare questo lavoro, in alcuni c’è una resistenza evidente, poi pian piano si instaura una relazione e queste persone si aprono di più». E aggiunge: «È proprio per questo che cerchiamo di incontrarle, il contatto è fondamentale. Con tutte le dovute cautele e norme di sicurezza del caso, in questo periodo». Le persone che in questi anni hanno utilizzato Orientalavoro sono per la maggior parte diplomate alle superiori (65%), per il 25% alle scuole medie, per il 6% laureate, per il 4% hanno la licenza elementare. Nel 2019 oltre la metà degli utenti erano donne (63% contro il 37% dei maschi), con una sostanziale parità tra italiani e stranieri, equamente divisi tra le fasce di età. Capita anche che gli utenti vengano indirizzati verso corsi di formazione specifici per le loro esigenze: «Inoltre come Comune stiamo ragionando e raccogliendo proposte da parte di enti per corsi che potrebbero essere, ad esempio per magazzinieri, o per utilizzare l’interfaccia delle macchine. Insomma qualcosa di concreto. Ma stiamo ancora facendo un’indagine». —

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