«Così dietro la gastronomia mi viene l’ispirazione per i libri»
Giuseppe Maria Di Salvo è da ventotto anni dipendente all’Esselunga ma è anche scrittore e l’ultima opera è ambientata nel sassolese
LA STORIA
Stefania Piscitello
È cresciuto a Porticello, un piccolo paese di pescatori in provincia di Palermo; a Sassuolo ha trovato la sua seconda casa e, proprio qui, in città, è in parte ambientato il suo nuovo libro, “Ulan Bator”, in uscita giovedì. Quella di Giuseppe Maria Di Salvo è una storia che parte da lontano, una storia bella da raccontare, perché Di Salvo, che di lavoro fa il caporeparto in gastronomia all’Esselunga da quasi 28 anni (da un anno e mezzo si occupa della gestione della parte web del reparto), è un sognatore fin da bambino. «Avevo circa otto anni e mi divertivo, per trascorrere il tempo coi miei amici, tra le case popolari in cui sono cresciuto, a raccontare storie. Le inventavo sul momento e loro mi ascoltavano a bocca aperta. Parlavo di ragazzi che scappavano col circo e poi venivano adottati, avventure di ogni tipo…». Crescendo, Giuseppe, ha per molto tempo accantonato i suoi sogni. «Sono diventato grande, andando avanti con la mia vita». Qualche anno fa, poi, la svolta. Un periodo più buio del solito, una giornata storta, insomma «mi sentivo amareggiato, anche con me stesso – ricorda – così ho cercato di ricordare quale fosse il mio più grande desiderio da bambino». Subito, nella sua mente, una risposta chiara e lampante: fare l’attore. «Ma ormai era tardi. Così mi sono messo al computer e in una notte ho scritto una quarantina di pagine del copione di un film per il quale mi sarebbe piaciuto recitare». Da quel copione – grazie al grande sostegno e incoraggiamento della moglie, che lo aiuta a correggere le bozze e anche a scegliere i titoli – è nato il primo libro, “Hic et nunc”, uscito a febbraio 2012. «Per me fu un’emozione incredibile, mi risposero nove editori. Clienti di ogni età venivano al banco di gastronomia al lavoro per chiedere una firma sul libro». Da quel momento, Giuseppe non si è più fermato, pubblicando “Iscilai” nel 2013 e “Romantic Warrior” nel 2016. «Quando pubblico un libro ne sto già scrivendo un altro. È come una magia, i miei personaggi mi guidano e io sono come costretto a seguirli. Ho la terza media e a scuola copiavo pure, ma sono un grande appassionato di cinema, è da lì che nasce tutto». E adesso, in uscita con l’editore Caosfera “Ulan Bator”: «Si tratta di due storie che si parlano. La prima, ambientata tra Sassuolo, Modena e Carpi è un giallo. Un anziano va da un giovane avvocato dicendogli di volergli affidare un caso. Se accetta, il giovane deve andare a ritirare un pacco in cui troverà tutte le informazioni…». “Ulan Bator”, invece, che è la capitale della Mongolia, è anche il nome del toro da combattimento di cui si parla nella seconda storia del libro (ambientata in Spagna): il resto è tutto da scoprire. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
