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Rossi: «I soldi dell’Imu per investimenti locali»

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L’analisi è impietosa e arriva dal consulente Lapam nonché consigliere comunale, Graziano Rossi, che invoca una strategia a sostegno dell’Appennino. «Purtroppo il 2020 sta mettendo a dura prova i Comuni, le aziende, le piccole botteghe. Molti lavoratori oggi non sono ancora riusciti ad ottenere la cassa integrazione e i contributi. Le attività hanno dovuto far fronte a spese notevoli per adeguarsi a tutti i protocolli messi in campo ma tutto questo non è bastato. Andrebbero perlomeno risarcite - dice Rossi - insomma in questa fase di emergenza godere dipiù autonomia può essere molto utile per dare delle risposte concrete dando maggiori competenze a Comuni e Regione che conoscono meglio esigenze e criticità del territorio».

Rossi entra poi nel merito. «Quello montano, già colpito duramente da politiche mirate a favorire lo sviluppo delle sole zone più abitate, ha visto chiudere moltissime attività durante il lockdown e durante i mesi successivi. Tutto chiuso, tutto fermo, ma non le tasse che si accumulavano. Le imprese locali, le piccole botteghe, tutto l’Appennino ha bisogno di andare avanti, ha bisogno di guardare al futuro».

Ci sono poi le proposte economiche. «La quota Imu sui fabbricati Cat dovrebbe essere lasciata ai Comuni per avere maggiori entrate e poterla sfruttare per strade, scuole e servizi pubblici. Si potrebbero agevolare le imprese e aiutare i cittadini con le tasse e le bollette che subiscono sempre e solo dei rialzi. In un comune come il mio, l’Imu sui fabbricati ammonta indicativamente a 90mila euro di cui circa 21mils vanno al Comune e i restanti allo Stato. È una somma importante che lasciata per intero nelle casse comunali darebbe un bel contributo all’economia locale. È vero, con il fondo di solidarietà si è fatto un passo avanti, ma non basta». —

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