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il piano freddo 

Accoglienza invernale Pronti 125 posti letto per chi non ha casa

Accoglienza invernale Pronti 125 posti letto per chi non ha casa

Già partite le uscite serali per monitorare la situazione L’assessore Pinelli: «Volontariato sempre in prima fila» 

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Dall’inizio di dicembre, come di consueto, prenderà il via il piano di accoglienza invernale, pur con tutte le misure precauzionali richieste dall’emergenza sanitaria in atto, mentre le Unità di strada dei volontari, che affiancano quella professionale attiva tutto l’anno, hanno già iniziato le uscite serali per monitorare le presenze e portare coperte, generi di conforto e anche dispositivi di sicurezza. Lo ha annunciato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ieri pomeriggio in Consiglio comunale, in occasione dell’apertura del festival delle Migrazioni in programma a Modena fino a sabato.

Per l’accoglienza invernale il Comune ha predisposto un piano che consentirà l’attivazione di 125 posti letto che vanno ad aggiungersi a quelli già in funzione durante tutto l’anno. «Il Piano comprende una serie di azioni di monitoraggio e orientamento oltre al servizio di accoglienza, modulata in diverse forme a seconda delle esigenze dell’utenza, e stiamo cercando di strutturare anche soluzioni innovative», spiega l’assessora alle Politiche sociali Roberta Pinelli, sottolineando «l’importanza del coinvolgimento di diverse realtà tra istituzioni, realtà del terzo settore e associazioni di volontariato sempre in prima fila anche in questo momento difficile e delicato determinato dall’emergenza sanitaria».

Come per gli altri anni, viene innanzitutto prevista un’accoglienza notturna temporanea per un periodo limitato, in situazioni di emergenza per il freddo, al fine di garantire a persone senza dimora la risposta a un bisogno primario. Per il primo servizio di carattere socio-assistenziale con il solo collocamento notturno (una settantina i posti) l’autorizzazione all’ingresso sarà a cura dei servizi sociali, mentre il gestore dovrà attivare le procedure necessarie a garantire la sicurezza degli ospiti.

Il secondo servizio di accoglienza socioassistenziale, anche con presidio diurno, che prevede un’attività di accompagnamento verso percorsi di inclusione sociale, è rivolto a persone italiane o straniere ma radicate sul territorio. Il servizio potrà accogliere fino a 18 persone in condizioni di vulnerabilità, in primo luogo over 65 e donne. Anche in questo caso, l’ingresso dovrà essere autorizzato dai servizi sociali. —

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