Palagano «Il mio povero Lampo divorato da un lupo sotto ai miei occhi»
Un meticcio di piccola taglia ucciso a 30 metri da casa La proprietaria: «Sono ancora troppo poche le denunce»
Palagano
«Me lo sono vista portare via da sotto gli occhi, tra quei denti micidiali. Gli ho urlato dietro “lascialo, lascialo!” ma non c’è stato niente da fare. Non ho ritrovato più neanche la carcassa del povero Lampo».
Cronaca di un altro cane orribilmente ucciso in Appennino. Da un lupo o cane-lupo. È successo nei giorni scorsi a Costrignano (Palagano) in un’abitazione di campagna in località Ca’ d’Orazio (al confine con Polinago e Lama Mocogno) dove già nel 2016 era stato divorato un cagnolino. «Erano le 7.30: appena uscita di casa sono andata nella stalla dove di notte metto al sicuro i miei cani - racconta Enrichetta Libbra - appena aperta la porta due sono rimasti con me per p le coccole, mentre Lampo, un meticcio di un anno e mezzo di piccola taglia, 8 chili circa, è partito di corsa con l’entusiasmo di uscire all’aperto. Avrà percorso neanche 30 metri verso l’orto che vedo spuntare un lupo già avvistato più volte qui nei dintorni di casa. È stato orribile: l’ha azzannato in un istante, straziandolo. Gli ho gridato di lasciarlo andare, gli altri due cani gli abbaiavano contro ma niente, è sparito portandoselo via».
Non è stata la prima volta per Enrichetta: nel 2016 aveva già perso un cucciolotto di sei mesi, sempre straziato da un lupo o un cane lupo. Ma stavolta aver visto la scena con i propri occhi è stato emotivamente molto impegnativo. «L’apparenza era tutta quella di un lupo - nota - lo stesso che nei campi qui attorno ho visto già diverse volte: un esemplare adulto nel pieno delle forze, da 35-40 chili. Saperlo in agguato qui attorno è angosciante: un giorno abbiamo trovato la carcassa di un cinghiale, un altro quella di un capriolo. Mi sono venute a mancare delle galline, a primavera mi son trovata lo sportello della gabbia dei conigli aperto e tre di loro divorati... È arrivato troppo vicino a casa stavolta: c’è da doversi guardare le spalle».
I timori sono misti a rabbia, perché si tratta di una situazione non improvvisa ma creata negli anni: «Nel 2016 quando fu sbranato il cucciolo non mi credevano quando dicevo che era stato un lupo. Adesso la mia denuncia, fatta regolarmente ai carabinieri forestali, è ritenuta credibilissima, perché qui in zona non c’è famiglia che non abbia avuto uno o due cani mangiati. Ma sono ancora pochi quelli che denunciano: tanti si lamentano e basta, e così il fenomeno ancora non emerge in tutta la sua gravità. Ma non si può andare avanti così: dicono che deve partire un censimento dei lupi, che stanno pensando ad azioni di contenimento... Ma intanto viviamo nella paura. E io che mi ero detta “non mi uccideranno più uno dei miei cani”, ne piango un altro». —
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