Gazzetta di Modena

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I commercianti sorridono: «Un segnale di speranza»

Gabriele Farina

Esercenti e associazioni di categoria tirano un sospiro di sollievo in vista dell’apertura festiva Leone (Confcommercio): «Un passo avanti per le piccole e medie strutture di vendita» 

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Gabriele Farina

«Un passo avanti». «Un segnale di speranza». Così negozianti e associazioni di categoria salutano la nuova ordinanza targata Stefano Bonaccini che, tra i vari punti, consente l’apertura dei negozi piccoli e medi anche di domenica. Di per sé non è una rivoluzione copernicana, anche perché l’ordinanza regionale sarà in vigore fino a giovedì prossimo e perché l’attesa maggiore dei commercianti riguarda le nuove decisioni del governo, in vista delle festività natalizie.

In ogni caso, la possibilità di tenere aperto il negozio già a partire da domani viene salutata con piacere da chi ne potrà beneficiare. «È un passo in avanti per le piccole e medie strutture di vendita» afferma, a caldo, il presidente provinciale di Confcommercio Tommaso Leone, intervenendo in rappresentanza di numerosi esercizi commerciali di piccole dimensioni.

«Speriamo sia un primo passo per un ritorno alla normalità - aggiunge il presidente provinciale di Confcommercio - nonché per un ritorno agli acquisti “sotto casa”. Ne abbiamo tutti bisogno. Così come abbiamo bisogno di toccare al più presto con mano i ristori promessi per le imprese che hanno sospeso la loro attività anche per le ulteriori restrizioni prescritte dalle ordinanze regionali».

Esprime cauto ottimismo Roberta Simoni, esercente e presidente della Federazione del settore moda (Fismo) di Confesercenti Modena. «Riuscire ad aprire di domenica sarebbe l’ideale - analizza Simoni - perché gli affari stanno andando molto male. È stato un novembre tristissimo. Adesso stiamo un po’ lavorando con il Black Friday... Ovviamente la speranza è quella di tornare in zona gialla al più presto perché la situazione è tragica».

Da presidente Fismo, l’esercente ricorda le spese sostenute per mettere in sicurezza i locali, già dopo il primo lockdown, adattandoli ai vari protocolli e alle varie misure anticontagio.

Tra gli associati c’è chi tira un sospiro di sollievo. «Approssimandoci a dicembre ci voleva poter tenere aperto la domenica - interviene Giulio Po dal negozio Mino Punto Moda di Ravarino - perché almeno se qualcuno ha intenzione di comprare può venirci a trovare». L’attività ravarinese ha oltre cent’anni di storia. Il futuro, però, appare tutto da scrivere. «Siamo aperti ma è come se fossimo chiusi - evidenzia Po - perché vengono due persone al giorno, se non una. Con minori restrizioni e con l’apertura domenicale andrà meglio. Se poi torniamo nella zona gialla lo scenario sarà ancora migliore». —



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