Integrazione e inclusione per le associazioni è una scelta doverosa
Al Festival della Migrazione una sessione con i presidenti nazionali di importanti associazioni, coordinata dal presidente del Csv Terre Estensi, Alberto Caldana, per dire sì all’integrazione e all’inclusione. Il Capo Scout d’Italia, Fabrizio Coccetti, ha rimarcato l’impegno dell’Agesci: «Ancor più che in passato è il tempo dell’educazione. Accogliere l’altro vuol dire accogliere il desiderio di futuro che ogni giovane si porta dentro. Questo è un tempo che richiede coraggio». Vittorio Bosio, presidente nazionale del Centro Sportivo Italiano, ha messo al centro i valori dello sport: «Facciamo accoglienza non perché sono bravi a giocare, ma perché sono persone. Le regole dello sport sono uguali in tutto il mondo, questo aiuta e facilita. Viviamo in un mondo globale dove dobbiamo e possiamo convivere”. Matteo Truffelli, presidente nazionale di Azione Cattolica, ha spiegato: “Il nostro impegno si spende a più livelli. Quello del dibattito pubblico e adesione a campagne. Quello delle iniziative per favorire l’integrazione, sia a livello nazionale che locale e poi c’è un grande lavoro a livello culturale, per una società più giusta, più solidale e più fraterna». Francesca Chiavacci, presidentessa nazionale di Arci ha aggiunto: «Il nostro è un grande impegno a livello culturale. L’associazione è radicata sul territorio e attraverso i propri circoli cerca di produrre cambiamenti anche attraverso la socialità». E’ intervenuto anche Adam Atik, di Cittadini del Mondo. Alcuni parlamentari, sollecitati da Jovana Kuzman e Marwa Mahmoud, due giovani esponenti dei cosiddetti italiani senza cittadinanza, si sono confrontati sulla legge per la cittadinanza. Stefania Ascari, del Movimento 5 Stelle, ha spiegato: «Chi nasce e cresce in Italia è cittadino italiano. Va detto senza esitazioni, ma la politica è molto indietro. Serve uno ius soli temperato». Graziano Delrio, del Partito Democratico, ha aggiunto: «Stiamo stimolando con forza l’approvazione della legge sulla cittadinanza, non è una concessione, ma il riconoscimento che queste ragazze e ragazzi sono già italiani». Maria Cecilia Guerra di Leu ha sottolineato: «Acceleriamo sulla cittadinanza, una riforma che va fatta. Dobbiamo interrogarci molto però sui fallimenti che ci sono stati. Una buona legge è necessaria». Maria Chiara Gadda, di Italia Viva, ha chiuso: «Sono contenta che siamo d’accordo e l’auspicio è che questo possa far cambiare le cose in Parlamento, lo dobbiamo ai nostri ragazzi».
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