FISCO FACILE Piano “Italia Cashless”: arrivano gli incentivi per non usare il contante
Il Piano “Italia Cashless” ha lo scopo di incentivare, soprattutto nei settori in cui l’uso del contante è ancora molto diffuso, l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici. Tra questi: la lotteria degli scontrini, la riduzione del limite massimo di utilizzo del contante l’introduzione del credito d’imposta del 30% sulle commissioni addebitate ai commercianti e ai professionisti per le transazioni effettuate con moneta elettronica; poi la possibilità di usufruire delle detrazioni Irpef per le spese effettuate attraverso strumenti di pagamento tracciabili, il meccanismo del cashback, che prevede un rimborso del 10% per gli acquisti effettuati fisicamente negli esercizi commerciali tramite pagamenti tracciabili da parte di soggetti maggiorenni, residenti, fuori dall’attività di impresa, arte o professione.
Il direttore dell’Agenzia ha di recente ricordato i diversi vantaggi che derivano dall’impiego degli strumenti elettronici di pagamento sia per i consumatori, che potrebbero optare per modalità di pagamento più rapide e sicure, sia per gli esercenti, per i quali la gestione del denaro contante è onerosa e rischiosa e, infine, soprattutto per lo Stato, come stimolo all’emersione di base imponibile e di contrasto all’evasione fiscale . Ma l’abbandono progressivo del contante, anche grazie a questi incentivi, è sufficiente a fare emergere l’economia sommersa? L’Agenzia in questo caso punta nettamente sull’informatizzazione. Il direttore dell’Agenzia Entrate ritiene fondamentale informatizzare i processi, non soltanto per contrastare l’evasione fiscale ma per semplificare gli adempimenti a carico dei contribuenti. Effettivamente l’introduzione della fatturazione elettronica e la memorizzazione dei dati dei corrispettivi giornalieri con trasmissione all’amministrazione finanziaria, che ha visto all'inizio molte resistenze, ora può agevolare i contribuenti. L’Agenzia ha cercato di rendere l’impatto per gli operatori il più “dolce” possibile, ma alcuni esercenti non elettronicamente “alfabetizzati” hanno trovato difficoltà. E, al riguardo, l’anno nuovo porta un’importante novità per le Partite Iva. Dal 1° gennaio 2021 l’Agenzia delle Entrate mette a loro disposizione, in un’apposita area riservata del sito internet, le bozze dei registri, delle liquidazioni periodiche e della dichiarazione annuale Iva in modo da potere confrontare i dati in loro possesso con quelli a disposizione dell’Agenzia. Certamente avere sempre più dati disponibili che possono essere incrociati permetterà di eseguire accertamenti più rapidi. —
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