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ALBERTO NOTARI, VICEPRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE CIA 

«Gestire boschi e legname è un’attività solo agricola»

«Gestire boschi e legname è un’attività solo agricola»

«Anche tagliare legna e commercializzarla rientra a tutti gli effetti nel settore: in aree montane viene così esercitato un presidio importante contro il degrado»

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«La gestione del bosco, e quindi il taglio della legna, nonché la sua commercializzazione, è una attività agricola a tutti gli effetti».

L’affermazione perentoria è dell’associazione agricola Cia Emilia Centro, anche in relazione a qualche polemica sorta di recente su questi temi. Alberto Notari, vice presidente della associazione Cia non ha dubbi: «Nelle aree montane - dice - gli agricoltori, da sempre, con la conduzione del bosco esercitano un presidio importante conto il degrado di quelle aree: fa parte della consuetudine, un lavoro che spesso non viene remunerato».

La Regione Emilia Romagna, con una apposita delibera, ha stabilito numerose norme sull’utilizzo delle biomasse legnose per il riscaldamento, e non solo.

«Nata come legge “anti-inquinamento” (entrata in vigore il primo ottobre del 2019), la disposizione, seppur condivisibile nei principi, sta facendo emergere alcune problematiche - chiarisce il vice presidente Alberto Notari - Innanzitutto la domanda di materia prima appare in netta diminuzione, ma soprattutto a causa di una normativa che tra limiti di emissioni, certificazioni e altri parametri rischia di creare serie difficoltà all’importante settore agroforestale e della silvicoltura».

«La gestione del bosco, e quindi il taglio della legna, nonché la sua commercializzazione, è una attività agricola senza il minimo dubbio, specialmente nelle aree montane dove gli agricoltori, da sempre, con la conduzione del bosco e del territorio esercitano un’attività di notevole importanza per contrastarne il degrado. La pulizia dei boschi, il ripristino di fossi e pendii - osserva ancora Notari - fanno parte di abitudini ormai consolidate da tempo. Gli agricoltori, nell’ambito della loro attività agrosilvopastorale, possono trarre reddito dalla gestione del bosco nel rispetto di regole e normative vigenti».

Cia, in proposito, sta organizzando un evento per le aziende che operano in attività agroforestali e della silvicoltura.

«L’iniziativa nasce dalla necessità di approfondire le tematiche connesse a questo settore anche a seguito di alcune sollecitazioni pervenute da alcuni territori. L’evento - prosegue Notari - si svolgerà in collaborazione con l’Aiel , che è l’Associazione di emanazione della stessa Cia ed è un punto di riferimento nazionale per le aziende che operano nella filiera legno-energia: comprende varie figure che vanno dai produttori di biocombustibili legnosi (legna, cippato, pellet), ai produttori delle tecnologie per trasformare questi biocombustibili in calore ed energia (stufe, inserti camino, caldaie, gruppi di cogenerazione). Si fa anche promotore - conclude Notari - di diversi schemi di certificazione riconosciuti a livello europeo e ministeriale , quindi recepiti anche nella normativa regionale».

Il convegno, in questa fase condizionata dalla pandemia, verrà organizzato in modalità webinar e il programma riguarderà la certificazione della biomassa legnosa e delle caldaie (funzionamento e inquadramento normativo), qualità delle biomasse, tipi di contratti e il mercato, situazione attuale e prospettive future. —

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