Montagna di rifiuti abbandonati sugli argini
NONANTOLA
«È ciò che abbiamo trovato quest’anno lungo gli argini del fiume Panaro nel punto in cui attraversa Nonantola. Si commenta da sé. Dire che siamo esterrefatti è poco». Alessandro Ansaloni, imprenditore, volontario, membro attivo della Associazione Nazionale Carabinieri, non si capacita. L’abbandono di rifiuti, l’azione impunita di mani anonime che con incuria e senza rispetto versano lungo la discesa dei dossi grosse quantità di rifiuti ingombranti, lo sconforta.
«Non può essere altrimenti. Non è la prima volta. Siamo una delle tre associazioni di Protezione Civile presenti a Nonantola. Due volte l’anno, in primavera e autunno, facciamo un sopralluogo sull’argine per costatare lo stato dei luoghi e la “salute”. Gli argini li controlliamo sia dentro che fuori perché è l’unico modo per trovare tane di animali. Tassi, istrici, volpi. In caso di piena gli argini potrebbero cedere. Ho voluto documentare con queste foto cosa, invece, abbiamo trovato il 18 novembre». Guaine svuotate dai cavi, sacchi di pattume, plastica e molto altro. Una vera discarica a cielo aperto dove l’irresponsabilità e lo scarso senso civico fronteggiano il lavoro encomiabile di chi li combatte con la pazienza di un’azione sfiancante. —
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