La protesta dei benzinai: «In crisi per le chiusure e dimenticati negli aiuti»
Anche la Faib di Modena incalza il Governo
IL CASO
Una foto con in mano un cartello verde che denuncia: “Sono un benzinaio con soli 3 centesimi al litro. Garantiamo la mobilità agli italiani. Il Governo ci ignora escludendoci dai ristori”. Passa dai social la protesta dei benzinai, che stanno usando facebook come megafono per dare voce alla loro rabbia per non essere tra i beneficiari degli aiuti per l’emergenza coronavirus.
«La chiusura delle regioni ha causato una drastica riduzione delle circolazione dei mezzi e, di conseguenza, della nostra attività. Ma il Governo non ha inserito la nostra categoria tra i codici Ateco destinatari delle misure di sostegno. E continua a ignorare le nostre legittime richieste» sottolinea Franco Giberti, presidente provinciale Faib (Federazione Autonoma Italiana Benzinai) Confesercenti Modena.
Il momento è particolarmente duro per il settore: a livello nazionale si parla di una contrazione del 90% sulla rete autostradale e fortissima comunque anche su quella ordinaria. «Quello che chiediamo al Governo - spiega Giberti - è di ricomprendere nei decreti ristori il codice Ateco dei gestori carburanti, l'applicabilità delle norme in materia di credito d'imposta per i canoni di locazione commerciali e di affitto d'azienda e l'immediata attuazione del decreto per i contributi figurativi. Poi vogliamo anche l'apertura del tavolo ministeriale sulla riforma del settore, sulla base della risoluzione parlamentare De Toma, che impegna il Governo a procedere alla ristrutturazione della rete, alla lotta all'illegalità, al dumping e all'innovazione contrattuale».
L'appello a tutti i benzinai è quello di condividere la protesta inserendo la propria foto con il cartello di denuncia sulla pagina Facebook di Faib Nazionale. —
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