Maradona re dell’Appennino «Alle Polle fu folla in delirio»
Il 14 febbraio 2014 El Pibe arrivò in elicottero sulle piste per inaugurare gli impianti Ermanno Gianni de La Tana: «Scrisse una dedica sul muro»
/ RIOLUNATO
«Della visita di Maradona alle Polle ho ancora un ricordo vivissimo, come se fosse ieri. E oltre alle foto mi è rimasto il suo autografo sulle piastrelle del bagno, con la dedica. Sai cosa faccio? Le tiro via e le metto sotto vetro qui nel ristorante».
L’entusiasmo di Ermanno Gianni, storico titolare del ristorante “La Tana del Lupo” a due passi dalle piste, è contagioso. Il cordoglio internazionale per la scomparsa del fuoriclasse argentino gli ha fatto capire quanto quella scritta sui muri del locale siano qualcosa di prezioso. E mentre ogni tifoso partenopeo cerca un legame, una foto con il goleador, lui si tiene ben stretto il suo cimelio.
E per evitare che sia rovinato lo metterà sotto vetro.
«Fu una giornata memorabile quel 14 febbraio di sei anni fa - ricorda Ermanno - Le Polle erano intasate di gente, una folla mai vista prima nè dopo di ammiratori. Maradona era venuto fin qui su in elicottero, prelevato da Brescia dove aveva appena fato una partitella di beneficenza invitato dall’allenatore Gigi Maifredi. Tre giorni dopo sarebbe stato l’ospite d’onore del Carnevale di Cento ma quel giorno era da noi perchè c’era l’inaugurazione ufficiale del nuovo impianto di risalita a sei posti. Quando scese qui sulla neve aveva la maglietta e i pantaloncini corti, non si era neppure cambiato. Rimediammo una giacca a vento e lui salutò i fans che lo accolsero con un boato. Parecchi erano venuti da Napoli e premevano con i soldi in mano per pranzare al ristorante. Ma quel giorno eravamo a numero chiuso, cento invitati e basta».
«Diego Maradona fu eccezionale - continua - cortese e disponibile con tutti, fece le foto con noi, con i miei figli, con un sacco di gente e firmò pacchi di autografi. Restò qui un paio d’ore, tagliò il nastro ma riuscì a mangiare pochissimo. Così prima di ripartire venne in cucina e portò con sè sull’elicottero quattro stinchi di maiale pronti. Era fatto così, puro istinto e simpatia. Salutò la folla con il braccio e si alzo in volo tenendo sulle gambe la pentola». —
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