Meglio comunione o separazione dei beni?
Mi sposerò a breve e sono titolare di un’impresa individuale. Per tutelare il mio coniuge conviene adottare il regime di comunione o separazione dei beni?
Durante la celebrazione, se i coniugi non optano per il regime di separazione dei beni, si instaura automaticamente la comunione legale.
Questo è stato scelto dal legislatore come automatico poiché ritenuto più tutelante della parte più debole, ovvero per il coniuge non lavoratore (o lavoratore domestico). Oggi, quando di solito lavorano entrambi i coniugi, la funzione della comunione legale comporta probabilmente più complicazioni che vantaggi. Va specificato che la scelta effettuata al momento della celebrazione non è affatto irreversibile: i coniugi possono optare per un altro regime in qualunque momento con un’apposita convenzione matrimoniale. In caso di comunione legale, gli acquisti effettuati durante il matrimonio sono resi, salvo alcune eccezioni, comuni, e possono essere divisi solo con lo scioglimento del matrimonio e negli altri casi previsti dalla legge. Per l’azienda, se i titolari sono entrambi i coniugi ed essa è stata costituita dopo il matrimonio, la stessa rientra nella comunione legale; se titolare è solo un coniuge (azienda costituita prima del matrimonio), cadono in comunione solo gli utili e gli incrementi derivanti dallo svolgimento dell’attività. Se il coniuge è l’unico titolare dell’azienda costituita prima del matrimonio o in costanza di matrimonio, ed è l’unico che la gestisce (non collabora quindi anche l’altro coniuge), i beni aziendali restano nella titolarità esclusiva del coniuge che la gestisce, ma gli utili e gli incrementi della stessa cadono in comunione: al momento dello scioglimento della comunione, il coniuge che non ha gestito l’azienda sarà titolare di un diritto di credito verso il coniuge imprenditore pari alla metà del valore degli utili e degli incrementi dell’azienda. Al contrario, il regime della separazione dei beni è quello della titolarità esclusiva degli acquisti e della completa autonomia nella gestione da parte di ciascuno dei coniugi. In foto: il notaio e presidente Flavia Fiocchi.
È possibile inviare i propri quesiti a notariatomodena@gmail.com. —
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