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Precari del sisma Scade il contratto e in 220 rimangono ancora in bilico

Francesco Dondi
Precari del sisma Scade il contratto e in 220 rimangono ancora in bilico

A fine mese gli uffici della ricostruzione rischiano la paralisi Cambi (Cgil): «Ci sarà una proroga ma parliamo del futuro»

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Lavorano negli uffici comunali come fossero dipendenti del municipio ed invece sono lì tramite un accordo di somministrazione; hanno acquisito talmente tante competenze che diventano spesso punti di riferimento imprescindibili per la macchina amministrativa e per gli stessi colleghi “più fortunati”; hanno maturato un’esperienza tale da essere in grado di risolvere le faccende più intricate; vengono considerati praticamente parte della pianta organica anche se effettivamente non lo sono. Stiamo parlando dei circa 220 lavoratori interinali del terremoto, tecnici, laureati, specializzati, che da otto anni lavorano nel cratere del sisma e sono un supporto indispensabile per gli uffici in sofferenza.

Eppure di fronte a loro rimane il miraggio di una stabilizzazione che talvolta appare un doveroso riconoscimento, ma per la quale servirà ancora tempo e forse un pizzico di fortuna. I loro contratti scadono infatti alla fine di dicembre dopo il quinto bando indetto dalla struttura commissariale e ad oggi sono gestiti dall’agenzia per il lavoro Randstad Italia Spa, che di fatto è il datore di lavoro. A oggi non vi sono certezze ufficiali su ciò che accadrà ma data anche la complessità del momento e l’imponente sforzo richiesto alla Regione e a tutte le istituzioni territoriali è ormai scontata una proroga, utile quantomeno a non bloccare l’ultimo chilometro della ricostruzione. Termine molto caro al presidente Stefano Bonaccini, che negli ultimi anni ha esaltato proprio lo sforzo per concludere cantiere e ristrutturazioni. Ma senza tecnici pubblici adeguati l’ambizione politica potrebbe vacillare. Ed ecco perché si parla di proroga della quale sono già stati informati i sindacati senza che però si sia deciso di quanto tempo. Nessuno, infatti, vuole congelare i nullaosta agli ultimi Mude rimasti in alcuni paesi della Bassa e nessuno vuole interrompere le complesse analisi sulle procedure regionali. Ecco perché, sempre nelle intenzioni, all’orizzonte si intravvede anche la possibilità di costruire un bando di assunzioni per l’Agenzia alla Ricostruzione mentre rimane un progetto non ancora definito quello che potrebbe coinvolgere anche i somministrati al lavoro nei Comuni.

«Capiamo la complessità del momento - spiega Alessandro Cambi, segretario Nidil Cgil Modena - Abbiamo avuto rassicurazioni sulla proroga perché effettivamente manca il tempo tecnico per indire una nuova gara, ma poi dovremo parlare del futuro e del 2021. Dobbiamo ambire a stabilizzare e valorizzare queste professionalità. Per i 389 somministrati emiliani abbiamo bisogno di certezze dopo l’importante apporto che hanno garantito negli ultimi otto anni». —



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