Gazzetta di Modena

Modena

in zona fratelli rosselli 

Prendeva il reddito di cittadinanza e lavorava in un cantiere abusivo: denunciato 33enne, interviene l’Inps

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Aveva avviato i lavori per sistemare casa, che richiedevano l'abbattimento di tramezze, murature e rifacimento di pavimenti, senza chiedere alcun titolo autorizzativo. E per di più avvalendosi di lavoratori in nero, senza un regolare rapporto di lavoro. Anzi, dei due muratori, uno, risultando disoccupato, percepiva anche il reddito di cittadinanza, che gli è già stato revocato. Ad accertare tutto è stata la polizia locale di Modena, che in una domenica di fine giugno si era recata sul luogo dei lavori, un'abitazione in un'area residenziale a sud di Modena, in zona Fratelli Rosselli, dopo la segnalazione di un residente che lamentava opere edili «troppo rumorose» durante il giorno festivo. Al lavoro nell'abitazione c'erano padre e figlio, 33enne: il primo risultava avere un diverso lavoro, regolare, mentre il secondo era formalmente disoccupato. Sul posto c'era anche il titolare dell'immobile. Nei giorni successivi, gli agenti della polizia locale hanno comunicato al Settore Edilizia privata del Comune le irregolarità riscontrate durante il sopralluogo, mentre i colleghi del nucleo anti-evasione hanno avviato gli accertamenti sul 33enne. Grazie alle verifiche, è arrivata conferma che da dicembre 2019 l'uomo percepiva dall'Inps il reddito di cittadinanza per un importo di 950 euro al mese: il beneficio adesso è stato revocato e il diretto interessato dovrà restituire i fondi percepiti. L’uomo è stato anche denunciato in Procura, per violazione alle norme sul diritto di riscossione del reddito di cittadinanza. Non solo. Dalla polizia locale è partita anche una segnalazione qualificata all'agenzia delle entrate per l'attività svolta «in assenza di contratto di lavoro dai due congiunti» e sul proprietario dell'unità abitativa.

Un caso di illecito, insomma, emerso dai controlli sulla percezione del reddito di cittadinanza. Sul quale scrivono i parlamentari del Movimento 5 Stelle Maria Laura Mantovani, Gabriele Lanzi, Stefania Ascari e il sottosegretario Vittorio Ferraresi (questi due modenesi): «In provincia di Modena sono 2.368 i percettori di Reddito di Cittadinanza che hanno firmato almeno un contratto di lavoro prima del 31 ottobre di quest’anno, un anno segnato dalla pandemia di Covid 19. Parliamo naturalmente dei percettori ‘occupabili’, cioè degli adulti tenuti a firmare un Patto per il Lavoro e che nei nostri Comuni sono 7.150, mentre il numero dei rapporti di lavoro ancora in corso a fine ottobre è di 1.331. È il segno che il Reddito di Cittadinanza sta sostenendo e riattivando un numero crescente di persone in difficoltà anche nei nostri territori». —

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