Il grido delle attività colpite dalla crisi «Viviamo nell’incertezza quotidiana»
Distretto. I dati della Lapam evidenziano le difficoltà in molteplici settori
le reazioni
Stefania Piscitello
Dalla ristorazione all’alloggio, passando per il settore delle costruzioni fino al manifatturiero: da un’indagine Lapam condotta sulla zona di Sassuolo (che comprende quindi anche Fiorano, Formigine, Maranello, Prignano) risulta che sono questi i settori ad essere tra i più colpiti dalla pandemia.
Tanti i dati elaborati, tante le storie dietro i numeri. C’è chi ha dovuto abbassare le serrande per sempre, abbandonando il sogno di una vita, e c’è chi resiste, aggrappandosi con le ultime forze alla speranza di poter ripartire. A Fiorano, dall’ottobre del 1983 c’è la Proviaggi, l’agenzia del signor Provenzo Manicardi, che da dietro la vetrina del suo ufficio, in cui ormai da mesi entrano pochissimi clienti, continua a sperare. «Abbiamo avuto un calo del fatturato di più dell’80% - racconta - c’è un clima di incertezza devastante. Per ora vendiamo un paio di biglietti al mese». Manicardi, che ha un’agenzia anche a Modena, ha dieci dipendenti e per ridurre le spese ha deciso di lavorare a orario ridotto, ma di non chiudere totalmente; al momento, infatti, visto che la sua agenzia si occupa anche di viaggi di lavoro, offre consulenze gratuite a quanti gli chiedono consigli e informazioni. «La speranza - aggiunge - è che quando si riprenderà il mercato, i miei clienti mi gratificheranno per averli continuati a supportare. Noi ci siamo dal 1983 e continueremo ad esserci, sono convinto che quando tutto sarà finito la gente avrà tanta voglia di viaggiare».
A resistere, con grande preoccupazione per il futuro, è anche Raffaele Pone del Bar Centrale di Formigine, che si trova proprio nel cuore della città. «È stato un anno difficile - racconta -, dopo il primo lockdown eravamo ripartiti bene, ma quest’altra mazzata non ci voleva. Abbiamo 12 dipendenti, tutti in cassa integrazione. Per ora ci arrangiamo con le consegne a domicilio che gestiamo in famiglia, siamo quattro soci, mamma, papà e due figli, tre famiglie da mantenere». Certo, l’asporto un po’ aiuta «più che altro a livello mentale per tenersi impegnati - continua - non a livello economico. Molti nostri clienti ordinano per solidarietà, il sabato e la domenica lavoriamo un po’ di più, ma siamo al 20-30% rispetto al nostro normale ritmo di lavoro». Sugli ammortizzatori sociali per i quali, da quanto emerge dall’indagine Lapam c’è stata una forte richiesta, commenta: «Un po’ hanno aiutato… Ma giusto a tappare qualche buco. A Formigine i negozianti sono terrorizzati, intorno alle 16.30 il paese è deserto e le botteghe chiudono prima dell’orario stabilito».
Anche Ianez Rinaldi, presidente di Lapam di zona, ingegnere dal 1978, conferma l’incertezza per il futuro: «Io lavoro in un settore particolare - dice - perché sono progettista di strutture metalliche. C’è stato un calo del lavoro, perché ci sono stati ritardi e slittamenti. Ma quello che noto di più, anche tra i miei colleghi, è il timore per questo clima di incertezza» . —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
