Nuovo ospedale, siglato il protocollo L’investimento sarà di 120 milioni
57 già stanziati dal Cipe e 3 dalla Regione. Nel 2021 si avrà un primo progetto di come sarà. Previsto anche un eliporto
Avanti tutta per il nuovo ospedale di Carpi, per un appalto gigantesco da 120 milioni di euro. Dove si era deciso dal primo momento.
È questo il senso del protocollo siglato ieri tra il sindaco Bellelli e il direttore dell’Usl, Brambilla, che hanno messo a punto il percorso amministrativo per arrivare in tre mosse all’ apertura dei cantieri. Dalla prefattibilità al progetto di fattibilità vero e proprio in cui si terrà conto del pezzo di pianura che cambierà volto, occupato come sarà da enormi cubature, strade, bretelle, raccordi e persino un eliporto.
Tutto questo servirà a curare meglio i carpigiani?
Bellelli ha in mente l’opera pubblica, con l’obbiettivo di traghettare nel secondo mandato il più grande contenitore edilizio della città. Ieri, nella presentazione tra gli esponenti politici di corso Pio e i vertici sanitari, era palpabile la soddisfazione di aver disegnato una macchina organizzativa che nei primi mesi del 2021, così come stabilito, dovrebbe realizzare qualcosa che è molto vicino al progetto definitivo.
«I carpigiani non devono preoccuparsi del Ramazzini esistente, non lo abbandoneremo - ha messo le mani avanti il sindaco - Non lasceremo certo l’ospedale esistente da un giorno all’altro. Anzi, continueremo manutenzione e adeguamenti funzionali quando e dove servono. Dobbiamo immaginare le necessità sanitarie del futuro e se faremo una grande struttura questo avverrà perchè serviremo i nostri territori, compresa la Bassa modenese e anche una parte di quella reggiana, come già avviene in alcune situazioni. Dobbiamo garantire l’accessibilità e da questo punto di vista i flussi di traffico dalla parte di via Guastalla, da nord e sud della città hanno già le loro arterie di scorrimento. Manca quella della parte est, in modo da servire meglio chi arriva da Mirandola e Finale».
«La collocazione è una scelta ragionata - gli ha fatto eco il direttore Usl, Antonio Brambilla - sia per l’accessibilità che per i territori serviti. Intanto sono confermati i 67 milioni, che arrivano da Roma con il Cipe. Di questi 3 arrivano dalla Regione e 7 dai fondi per energie alternative».
Con una dote organizzativa e di fondi così massiccia non mancano le stilettate a chi, non solo a Carpi, ritiene una spesa faraonica il nuovo ospedale e preferirebbe sistemare l’esistente. «Chi dice queste cose non sa di cosa parla - taglia corto l’assessore all’Urbanistica, Riccardo Righi - Noi vogliamo un ospedale di distretto, con spazi e logistica adeguata. Com’è pensabile realizzare tutto nello spazio del Ramazzini in mezzo alla città? Bisogna fare tutto nuovo». —
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