Gazzetta di Modena

Modena

«Una legge chiara Conta soltanto restare insieme»

G.F.

Nadia Marchesini, presidente di Rosa Bianca, auspica meno terapie e più attenzione 

2 MINUTI DI LETTURA





la testimonianza

Una legge nazionale per le “adozioni degli adulti”. L’organizzazione di volontariato Rosa Bianca “sposa” la richiesta presentata al convegno internazionale sul tema. «Con una legge i progetti Iesa si vanno a imbrigliare - spiega Nadia Marchesini, presidente di Rosa Bianca - e si dà meno spazio alla creatività. Allo stesso tempo, si riconosce però un percorso terapeutico innovativo molto importante. Un percorso in cui diminuiscono le terapie e le persone stanno meglio». Un benessere che passa attraverso esperienze collettive. «Abbiamo il corso gratuito di Rosa Bianca - dice Marchesini - in cui gli ospiti cantano con le altre persone». L’organizzazione ha lanciato fino al 2019 eventi di sensibilizzazione con le scuole, le parrocchie e le polisportive. Nel 2020 i progetti Iesa sono andati avanti, nonostante tutto. «C’è un paziente che dal 2013 vive stabilmente in una famiglia - spiega la presidente - e che voluto riprendere gli studi. La scelta ci ha sorpreso moltissima. Una signora viveva con la famiglia. È entrata in un percorso part time e adesso vive a casa sua». Marchesini identifica nei percorsi di maturazione individuali un filo comune. «Entra in ballo il cuore, il calore umano - aggiunge la presidente - e si crea un percorso diverso rispetto a quegli istituzionali. Chi soffre di malattie psichiatriche è considerato l’ultimo della società, che ti isola. Tali persone sono invece una grande risorsa».

Marchesini è un’infermiera in pensione. La vicepresidente dell’organizzazione Eleonora Bertacchini è una psichiatra che continua ad assistere il prossimo dopo aver concluso il percorso lavorativo. «Non c’è un’esperienza Iesa uguale all’altra - puntualizza la Bertacchini - ed è veramente un percorso in cui ti annoi mai. Bisogna essere super elastici e attrezzati. Nel 2020 ci sono state difficoltà dovute alla pandemia. Abbiamo tenuto riunioni settimanali con Skype e portato avanti le relazioni. C’era l’assoluto desiderio di non interrompere i percorsi. È un segnale: la vita va avanti per tutti».

Delle difficoltà affrontate quest’anno discute Cecilia Giuliani. La psicologa dell’Ausl di Modena segue da tempo i progetti Iesa. «Abbiamo trasformato le modalità dei progetti nel periodo del lockdown - ricorda Giuliani - quando tra marzo e aprile non era possibile muoversi. Le famiglie hanno continuato a tenersi in contatto con Skype e con le telefonate. Non appena è stato possibile, hanno ripreso a incontrarsi di persona nei luoghi aperti. Laddove è possibile ci s’incontra dal vivo; laddove è un po’ rischioso si fanno incontri da remoto». La psicologa ricorda il libro “Nulla di speciale”, pubblicato dalla Rosa Bianca. «Il grado di benessere può aumentare anche facendo “nulla di speciale” - conclude Giuliani - ovvero stando insieme come persone». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google