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la sentenza 

Botte, offese e sadismo contro la convivente: condannato 45enne

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Per quattro volte è stata medicata al pronto soccorso per le botte prese e ha detto di averne prese altre ma di non aver sporto denuncia. L’ha sottoposta a offese, maltrattamenti di ogni genere e anche a “giochi sadici”: la svegliava nel cuore della notte, le rovesciava in faccia della birra o le spruzzava della schiuma da barba. È arrivata a farsi scortare da una collega. Il giudice ha creduto al drammatico racconto di una quarantenne modenese e ha condannato il convivente a un anno e nove mesi di carcere per maltrattamenti in famiglia.

Il caso chiuso ieri mattina con la sentenza di condanna risale a ormai cinque anni fa. I due sono separati e hanno avviato vite proprie lontani l’uno dall’altra. Restava in sospeso un periodo di alcuni mesi di violente pressioni psicologiche in fase di separazione tra i due. Era l’oggetto delle indagini condotte dai carabinieri coordinate dal pm Claudia Ferretti di fronte a ben quattro referti ospedalieri che indicavano percosse a una donna che con compagno e i due figli piccoli abitavano a Castelfranco. Il racconto della vittima parla di un uomo allora 40enne che non nascondeva più il suo rancore e si rifaceva con atteggiamenti sadici e prevaricazioni continue. Oltre alle offese e alla messa in discussione della sua capacità di madre, l’ha minacciata di morte e di toglierle i figli. La donna ha raccontato che nascondeva le chiavi delle stanze di casa. La svegliava di notte, le versava la birra in faccia. La schiaffeggiava e picchiava. Finché ha chiesto protezione a una collega almeno nel tragitto dal luogo di lavoro all’auto parcheggiata temendo un’aggresiosne in strada. Ieri la condanna. —

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