Gazzetta di Modena

Modena

a processo per MALTRATTATAmenti 

Chiude la moglie in casa in nome dell’islam

Chiude la moglie in casa in nome dell’islam

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Lui si trovava a Modena come rifugiato politico dal suo Paese in Africa, il Ciad, in attesa di un permesso di soggiorno. Lei, la sua fidanzata, lo ha raggiunto convinta di vivere un sogno d’amore nella speranza di farsi una vita decente. Invece ha trovato solo minacce, botte e offese, accusata di trasgredire il comportamento tradizionale islamico che la voleva “angelo del focolare” chiusa in casa tra pulizie e fornelli in attesa del marito. Ieri il marito è stato rinviato a giudizio per maltrattamenti in famiglia (è difeso dall’avvocato Alberto Boni). Lo ha deciso il giudice al termine dell’udienza preliminare accogliendo la richiesta del pm Monica Bombana.

La vittima ha raccontato infatti si aver raggiunto il suo fidanzato, quasi trentenne come lei, dopo anni difficili in Ciad. Il ricongiungimento però è presto diventato un incubo. Si è trovata ristretta in una casa di campagna nella Bassa modenese, senza conoscere nessuno. Quando è uscita per girare in paese da sola e senza velo, lui è andato su tutte le furie ricordandole i compiuti della donna islamica e chiudendola in casa. —

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