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Il pediatra Lanzoni va in pensione «L’Africa nel cuore da inizio carriera»

Serena Arbizzi
Il pediatra Lanzoni va in pensione «L’Africa nel cuore da inizio carriera»

Il medico del Ramazzini ha curato migliaia di bambini «Continuerò a rendermi disponibile per l’azienda sanitaria»

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«Ricordo quella notte in cui, in un ospedale in un Uganda, ero a un bivio: nel paese imperversava la guerra civile e stavano arrivando i ribelli del nord. Durante l’assalto vigeva il coprifuoco, con luci spente e il silenzio più assoluto da rispettare. Stavamo curando un bambino con la polmonite, però, ed era necessario accendere un generatore, piuttosto rumoroso, per garantirgli l’ossigeno. Non avemmo neanche un dubbio: collegammo il macchinario. I ribelli passarono senza fermarsi. Questo è il senso del mio amore per l’Africa».

È racchiuso in queste frasi, ma anche in tanti anni di carriera trascorsi nel continente nero, l’amore per la professione di Paolo Lanzoni. 64 anni, di origine bolognese, sposato con quattro figli, il medico del Ramazzini saluta la Direzione della struttura complessa di Pediatria dell’Area Nord e va in congedo. Nella sua carriera, dedicata quasi interamente alla Pediatria e alla Neonatologia, a tutela della salute dei più piccoli, ha assistito e curato migliaia di bambini. In 40 anni di servizio si è occupato anche di Gastroenterologia, Neurologia e Nefrourologia ed Ecografia pediatrica.

Dopo la laurea in Medicina all’Università di Modena, ha conseguito tre specializzazioni, in Pediatria, Malattie Infettive e Neuropediatria, perfezionandosi in Neonatologia, e il Diploma in Medicina tropicale e Igiene a Liverpool. Lanzoni ha iniziato la carriera nella Pediatria dell’ospedale di Guastalla, per poi passare, nel 2000, all’Ausl di Modena, in particolare al Ramazzini, dove ha dimostrato e continua a manifestare capacità, sensibilità e grande dedizione. Tra le peculiarità del dottor Lanzoni c’è l’impegno in Africa che affonda le sue radici nel “dopo ’68”. «In quel periodo, tra gli anni Settanta e Ottanta - spiega il medico - molti in Italia sentivano voglia di portare libertà e democrazia nei Paesi missionari. Ho operato come pediatra in vari Paesi dell’Africa, come Tanzania, Uganda e Mozambico, sia in ospedali missionari sia governativi, con progetti del Ministero degli esteri italiano e dell’Unicef insieme a “Medici con l’Africa cuamm”. Del resto, io ho scelto di fare il pediatra perché in Africa occorreva questo tipo di professione... Si tratta di missioni che devono durare anni perché abbiano efficacia. Cercherò di rendermi ancora utile all’Africa, dopo la pensione. Così come ho manifestato all’azienda la mia disponibilità per le mansioni ritenute opportune, anche quelle più semplici». Lanzoni ha inoltre partecipato al Progetto Arcobaleno della Regione per i rifugiati del Kosovo in Albania. Nominato responsabile dell’ambulatorio delle Urgenze Pediatriche al Ramazzini nel 2007, 10 anni dopo diventa direttore della Pediatra dell’Area Nord.

Lanzoni ha fronteggiato anche il duro periodo del Covid: «Non abbiamo avuto patologie o bimbi gravi - aggiunge - La Pediatria, quindi, ha potuto dare una mano ai reparti Covid e nessun collega si è tirato indietro. Inoltre, ci siamo attrezzati tantissimo in vista di una possibile emergenza anche nel reparto e questo ha certificato ancor di più la forza del nostro gruppo».

Inevitabile una considerazione sul nuovo Ramazzini: «Spero sia ristrutturato meglio il Pronto soccorso, lo specchio dell’ospedale, affinché dia priorità assoluta alle vere urgenze - conclude il medico - Ora la situazione logistica, non i colleghi, rende quest’aspetto più sofferto. spero che il nuovo ospedale si focalizzi su questo».

«Per l’Azienda Usl è stato un privilegio aver annoverato tra le sue fila un professionista come il dottor Lanzoni - è il saluto della direzione generale - a lui va un grande ringraziamento unito a un sentito augurio per il pensionamento». —

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