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il rapporto di libera e Lavialibera 

Infiltrazioni mafiose Si alzano gli argini ma l’Emilia supera anche la Sicilia

Francesco Dondi
Infiltrazioni mafiose Si alzano gli argini ma l’Emilia supera anche la Sicilia

Più interdittive in regione contro la criminalità organizzata Picco di condizionamenti scoperti: da 115 del 2019 a 218

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L’hanno chiamata la tempesta perfetta per descrivere una situazione mai così fertile per la criminalità organizzata. La pandemia, con tutte le proprie complessità, sta mettendo a dura prova la tenuta sociale ed economica dell’intero Paese e soprattutto di quelle regioni in cui lavoro e sanità sono temi imprescindibili della vita quotidiana. In compenso lo Stato sta tentando di arginare le infiltrazioni come del resto dimostra il rapporto curato da Libera e da Lavialibera.



L’Emilia-Romagna è la terza regione italiana, dopo il Molise e la Campania, dove si registra un aumento maggiore di interdittive antimafia emesse dalle prefetture nei confronti di aziende controllate o condizionate dalle organizzazioni criminali. «Se a livello nazionale nei primi nove mesi dell’anno si viaggia alla media di sei interdittive al giorno e il ministero dell’Interno ne registra 1.637 (nello stesso periodo del 2019 erano state 1540) con un incremento del 6,3 per cento, in Emilia Romagna si registra un + 89 per cento: la nostra regione è passata dalle 115 del 2019 alle 218 del 2020. Per la prima volta l’Emilia Romagna scalza la Sicilia (178, erano ben 306 lo scorso anno) e si piazza al terzo posto» spiega l’analisi. E Modena rimane un punto di riferimento assoluto con 9 “espulsioni” per le analisi sulle white list del terremoto e due sui provvedimenti antimafia.



Mancano i soldi e la banca non fa credito? Nessun problema, i prestiti a tassi usurai arrivano da chi liquidità ne ha parecchia. La strategia è chiara, è stata raccontato anche nei tribunali ordinari e nei processi contro ’nrangheta e camorra, ma ritorna con regolarità. Oggi più che mai con aziende sane che rischiano l’ostile scalata della criminalità, generosa nel prestare denari e spietata nello strozzare l’economia. In Emilia-Romagna sono state registrate 5 segnalazioni relative a persone denunciate o arrestate, rispetto alle 4 dell’anno precedente.



E mentre sarebbe necessaria un’attenzione massima, le segnalazioni sul riciclaggio sono in calo anche a causa dei limitati margini operativi che gli istituti di credito stanno adottando a tutela degli impiegati. «Le segnalazioni di operazioni sospette o di riciclaggio - analizza il rapporto - nel 1° semestre del 2020 in Emilia-Romagna si è verificato un decremento del 6,3%: si è passati dalle 3721 segnalazioni del primo semestre del 2019 alle 3484 di quest’anno».



«Mafie e Covid: fatti l’uno per l’altro - commenta don Luigi Ciotti, presidente di Libera - È quanto risulta da questo rapporto è una fotografia inquietante del grado dell’infezione mafiosa ai tempi del Covid. Fotografia che si è potuta sviluppare grazie alla “camera” non oscura ma chiara, trasparente, luminosa della condivisione e della corresponsabilità. Vale a dire il “noi”. Solo insieme ci possiamo salvare. Non solo dalle pandemie ma anche dalle mafie e dalle ingiustizie che le rendono possibili. Salvarci da una democrazia malata dove i diritti troppo spesso sono degradati a privilegi, salvarci dalla corruzione morale e materiale che ci toglie dignità, speranza e futuro. Se è vero che mafiosi e corrotti approfittano delle sciagure sociali e naturali, pensiamo solo al malaffare fiorito attorno ai progetti di ricostruzione post-sisma, è anche vero che le conseguenze della pandemia rischiano di produrre danni permanenti e strutturali se non sarà realizzato quel cambiamento di paradigma politico-economico a cui sempre il Papa ci richiama con forza». —

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