le sfide
«Tanto da fare»
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«Ho fatto questa scelta perché ce n’era bisogno e mi sono sentito di dover rispondere “presente” alla chiamata», racconta Marco Lecis, medico di Usca pediatrica. «Alla possibilità di essere contagiato ci ho pensato, ma è più quello che dobbiamo fare di quello che dobbiamo temere. E’ bello vedere che le persone, grazie al nostro intervento, non si sentono isolate».
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