Il cantiere infinito si ferma per Natale e i commercianti tirano un sospiro
Posticipata a febbraio la fine dei lavori di rifacimento Covid, rete dei servizi Hera e resti archeologici le cause
Verranno interrotte a metà dicembre le operazioni di scavo in piazza Martiri Partigiani a Sassuolo in modo da venire incontro alle esigenze dei commercianti, colpiti nel 2020 non solo dalla pandemia da Covid-19 ma da un lungo periodo di lavori.
Lo ha annunciato lunedì sera il sindaco Menani in consiglio comunale, leggendo una nota della direzione dei lavori, in risposta a un’ interrogazione presentata dalla consigliera Pd, Serena Lenzotti. La perimetrazione del cantiere, in quel periodo, sarà quindi limitata alle elaborazioni superficiali, che sono già state definite affinché l’ appaltatore possa proseguire in seguito i lavori di rifacimento. Tutto questo senza compromettere l’ accessibilità dei negozi che si affacciano sulla piazza.
Secondo quanto letto dal primo cittadino durante la seduta che, per motivi di distanziamento Covid si è tenuta in teleconferenza, il ritardo accumulato dal cantiere che doveva terminare entro tutto dicembre, è di circa due mesi.
La ragione? Questioni già dibattute, come il rallentamenti dei lavori per la pandemia, il ritrovamento di resti archeologici e posticipazioni legate alle reti dei servizi di Hera. Il termine dei lavori quindi, stando alla relazione, sarà entro la fine di febbraio 2021. Nei prossimi giorni dovrà essere eseguita una variante rispetto al progetto iniziale, affinché venga realizzata in piazza Grande anche una nuova cabina Enel.
La direzione del cantiere ha inoltre messo le mani avanti. «Si precisa che la metà nord della piazza - precisa in una nota - non ancora interessata dai lavori potrebbe contenere ulteriori ritrovamenti archeologici che potrebbero condurre a maggiori perditempi per i quali tuttavia non è ora possibile fare previsioni attendibili».
Il primo cittadino ha dato la sua versione sull’accaduto. «Da prima di iniziare i lavori - ha detto - ne sono capitate di tutti i colori. Tanto per cominciare l’ondata del Covid ha bloccato totalmente il cantiere per circa tre mesi perché la Sovrintendenza, se ricordo bene, per oltre 90 giorni non è uscita in quanto i funzionari avevano il divieto dal ministero di farlo. Quindi si lavoricchiava. E quando si trovava qualcosa non si demoliva e si andava avanti piano piano. Naturalmente con l’arrivo della Sovrintendenza alcuni muretti che erano storici o altre cose interessanti li ha fatti lasciare, altre le ha fatte demolire. Adesso siamo nel pieno di un’altra infezione da virus quindi anche chi esegue i lavori fa quello che può».
Infine una nota realistica.
«Naturalmente adesso la parte sud dovrebbe essere finita o quasi, tempo permettendo, entro la metà di dicembre, almeno i lavori più grossi - ha concluso il sindaco - Per la parte nord aspettiamo un attimo a partire dopo le feste di Natale e vedremo cosa si trova sotto. Un conto è fare un carotaggio e con un buco si vede cosa c’è, un altro è scavare una piazza che è molto grande. I rallentamenti ci saranno ancora, non è detto che si finisca alla fine di febbraio. Però siamo determinati ad andare avanti, facciamo il possibile.
«O ci si rendeva conto che in sette mesi non ci si stava nel rifare questa piazza - conclude - o si è deliberatamente data una tempistica inverosimile», è stato il commento di Lenzotti del Pd. —
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