Il Consiglio di Stato risospende la “exit”
«I servizi in Unione hanno la priorità». Greco: «Non è una bocciatura». Golinelli: «Troviamo un accordo politico per l’addio»
mirandola
Il Consiglio di Stato conferma l’indirizzo del Tar e boccia il ricorso del Comune che si opponeva alla sospensiva sull’uscita dall’Unione decretata dal tribunale amministrativo. Detto più semplicemente: il 1 gennaio Mirandola non potrà lasciare l’Ucman e tutto sarà rinviato al giudizio di merito, previsto il 9 febbraio e ad eventuali appelli successivi. I giudici hanno ritenuto prevalente l’interesse collettivo e il mantenimento dei servizi, valutando però meritevole di il tema del recesso dei singoli servizi che per la Regione non possono essere ritirati per almeno cinque anni dal loro conferimento.
«Dal Consiglio di Stato - commenta il sindaco Alberto Greco, anticipando che in caso di sentenza negativa del Tar ricorrerà di nuovo in appello - arriva non una bocciatura, bensì la porta aperta per un approfondimento rispetto alle nostre motivazioni. A vederci il rigetto o il congelamento della nostra istanza, rischia di produrre conclusioni forse un po’ troppo frettolose. Ciò non toglie perciò che, fatte le dovute valutazioni ed atteso il pronunciamento del Tar, vi siano ulteriori possibili elementi al fine di far valere quanto votato e scelto democraticamente in sede di Consiglio comunale».
«Il Consiglio - scrive l’onorevole Guglielmo Golinelli - non ha potuto non evidenziare la necessità di adeguati approfondimenti. Con tale affermazione ha ribaltato le certezze di Ucman, Regione e Tar. Ciò suggerirebbe l’opportunità di trovare un accordo politico ed evitare di proseguire con i tribunali, soluzione che Mirandola ha già proposto, sia con la delibera di recesso, aprendo alla possibilità di stipulare convenzioni per la gestione associata di alcuni servizi, che proponendo un posticipo del recesso al 1 luglio 2021 per lasciar più tempo a Comune e Unione per riorganizzarsi ed accordarsi. Davanti a questa proposta del 12 novembre, non abbiamo ricevuto risposte: l’Unione non ha ancora prodotto il materiale per la riorganizzazione e perché non esiste una visione comune tra gli 8 sindaci».
Dialogo auspicato anche dall’attuale presidente dell’Unione, Lisa Luppi. «Continua la vicenda giudiziaria, fino a questo momento favorevole all'Unione, mentre si lavora ogni giorno alla riorganizzazione dell'ente e all’interlocuzione tra le parti. Questo processo somiglia sempre più ad una rifondazione profonda, che avrà importanti conseguenze anche sui singoli Comuni. Un’istituzione non si cancella con un’alzata di mani, oltre che per dignità, anche perché il suo compito è di rappresentare un territorio in modo coeso. In una vicenda di tale complessità occorre mantenere il dialogo e il confronto: nessuno si salva da solo».
«Continueremo a lavorare ogni giorno alla riorganizzazione dell’ente e dei servizi - fa eco il sindaco di Concordia, Luca Prandini - Si tratta di una nuova riorganizzazione, avendo sempre come obiettivo la capacità di poter rispondere ai bisogni e la sostenibilità economica degli stessi, dell’Unione e dei singoli Comuni. L’unione fa la forza per promuovere tutte le occasioni di sviluppo per il territorio, valorizzando le specificità di ogni Comune aderente e per soddisfare i loro bisogni soprattutto in questo contesto: ricostruzione post-sisma e Covid-19».
Sul fronte mirandolese arrivano invece un auspicio dal segretario Pd, Marco Azzolini. «Sarebbe ora di smetterla di perdere tempo in inutili carteggi, che peraltro costano - scrive - proponendo un progetto di sviluppo per il territorio. Non ci risulta ancora una proposta aggiornata di documento di programmazione economica, manca forse un piano vero per quello che era il capoluogo del distretto? Non neghiamo la legittimità della Lega di voler uscire, ma l’arroganza di decidere sulla testa di tutti è stata sconfessata anche dal Consiglio di Stato». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google