Occhiali “smart” per assistenza da remoto in ambulanze, visite mediche e aziende
Gli occhiali mostrano l’orizzonte visivo a chi li indossa e a chi controlla in remoto: si può così teleguidare qualsiasi cosa
Gabriele Farina
«Mettiti gli occhiali, così vedo anch’io». Può sembrare un invito paradossale, invece è una realtà solida. Anzi, digitale. Una realtà registrata da occhiali “intelligenti” che montano un sistema sviluppato da due aziende modenesi: Holomask e Techboard Group. Il sistema si chiama "Teamxr" ed è un'applicazione che ne racchiude altre. Gli occhiali mostrano l’orizzonte visivo a chi li indossa e a chi controlla in remoto. L’interazione tra le due figure è l’elemento che fa la differenza in tempo reale. Un primo esempio di una soluzione già adottata è calzante. Un assistente sul luogo può essere guidato dalla sede durante una riparazione. Se la soluzione non appare a portata di mano, è possibile avere un suggerimento da chi è davanti a uno schermo. Un fermo immagine o un particolare centrato possono essere d'aiuto. Aziende dell’automazione industriale e del comparto ceramico hanno già messo in atto il sistema. Le possibilità future, illustrate ieri nell’incubatore E-Hub, sono ancora più trasversali. «Per la vigilanza stiamo mettendo a punto un’integrazione tra tecnologie - anticipa Fabio Malagoli, fondatore dell’incubatore di viale della Scienza e presidente di Techboard Group - Servirà circa un mese. Potrebbe essere interessante dotare le ambulanze di questi occhiali per i casi di codice rosso. Un infermiere o anche il medico di primo soccorso si collega con la sede in cui c’è il medico specialista. Così si danno in tempo reale le informazioni per preparare l’ospedale quando il paziente arriva fisicamente». Secondo Malagoli, i contatti per dotare gli operatori sanitari di occhiali intelligenti sono già avviati. «Potrebbe essere usata anche in ambito medicale per le visite», interviene Enzo Francesca. Fondatore di Holomask, Francesca è il “padre” di Teamxr. «Sono tante app interconnesse: c’è quella che usa il video, quella che permette di andare in internet», elenca il fondatore di Holomask. Francesca identifica una potenzialità della sua creatura. Risiede nell'affiancare gli spostamenti virtuali a quelli fisici.
«In questo periodo i tecnici non vanno in giro per il mondo - aggiunge il fondatore di Holomask - e così nasce un problema». Una soluzione risiede negli occhiali che indossa. Le immagini che riprende sono proiettate in tempo reale sullo schermo prima di varcare le frontiere delle “nuvole digitali”. «L’occhiale è la periferia, il software è un sito internet - dice Malagoli - È tutto registrato in cloud, non entriamo nei sistemi del cliente. Privacy e sicurezza informatica sono rispettate».
Gli occhiali si connettono al computer attraverso una rete Wi-Fi o con una rete dati. Se la connessione non è ideale, è previsto che le immagini si continuino a registrare, seppur con una risoluzione più bassa. Si conserva anche l’audio. «Il segreto sta nella semplicità della piattaforma - riconosce Francesca - che non richiede alcuna installazione e nel fatto che funziona con tutti i sistemi operativi. A fronte di questa facilità di utilizzo c’è un’ampia possibilità di dialogo e di interattività: oltre a video e audio, è possibile scambiare in tempo reale documenti, disegni, utilizzare una lavagna virtuale per scrivere». «Nel 2018 abbiamo messo a punto un nuovissimo sistema di videosorveglianza - riprende Malagoli - dedicato al controllo dell’efficienza e del corretto funzionamento degli impianti produttivi. Ora, con l’integrazione di Holomask, offriamo la possibilità di collegarsi in remoto e di vedere con grandissima precisione, anche se a distanza». —
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