«Un grande campus come in Inghilterra per fare il salto di qualità»
Il consigliere della Lega Bosi rilancia la forza del progetto «Sarebbe un luogo di incontro per i ragazzi per produrre innovazione»
L’INTERVISTA/2
«Il Terzo Polo non basta. Serve un nuovo Campus per l’università». Parola di Alberto Bosi. Il capogruppo consiliare della Lega rilancia un ordine del giorno presentato dal Carroccio. La prima firma è del leghista Stefano Prampolini. Elisa Rossini (Fratelli d’Italia-Popolo della Famiglia) e Piergiulio Giacobazzi (Forza Italia) si sono uniti all’appello. «Speriamo che la proposta sia approvata - rilancia Bosi - perché ci sembra di buon senso. Abbiamo bisogno di un campus di eccellenza, come accade per esempio in Svezia e in Inghilterra». Il capogruppo leghista ravvisa benefici per l’ateneo. Benefici che si estenderebbero al di fuori delle mura accademiche. «Un Campus rappresenta una crescita per tutti - sottolinea Bosi - Porta vantaggi al turismo e a tutta la città». Così il Terzo Polo Unimore inaugurato all’ex seminario di Reggio è visto come un passo importante, ma non decisivo. «Dobbiamo puntare su Modena», sentenzia il leghista. Un luogo su cui punta il Carroccio è l’area dell’ex Aeronautica. «Gli spazi per costruirlo non mancano: a Modena sono diverse le zone idonee non utilizzate - scrive Bosi in una nota congiunta con Prampolini - e in più con l’aggiunta di uno studentato annesso si darebbe anche un’adeguata risposta alla problematica, emersa negli ultimi anni, di carenza degli alloggi per i fuorisede. Sarebbe evidente, poi, l’arricchimento sociale e culturale per la comunità: arricchimento che deriverebbe dalla convivenza di studenti di vari indirizzi in una struttura moderna che porrebbe le basi per continui scambi e confronti di idee, fruttuosi per la nascita di grandi progetti». Grandi progetti che Bosi e Prampolini inseriscono nel contesto di un ateneo in crescita. Inquadrano nella cornice del patto Modena città universitaria. La Lega punta a una convergenza trasversale sulla proposta. Domanda al Comune di utilizzare per il progetto parte delle risorse comunitarie in arrivo. «Per quanto sembri paradossale, potrebbe essere proprio il momento giusto per fare investimenti - sottolineano i leghisti - A seguito della crisi determinata dalla pandemia, infatti, il Governo ha ottenuto dal Consiglio Europeo 209 miliardi di euro di finanziamenti da utilizzare in piani di ripresa che includono (tra gli altri) obiettivi legati agli ambiti culturali della formazione, dell’istruzione e della ricerca. Dal momento che anche i Comuni avranno un ruolo determinante nell’indicare gli interventi di rilancio, perché non cogliere l’opportunità d’inserire tra questi anche la realizzazione di un nuovo Campus universitario?». Tuttavia, il Carroccio (e il centrodestra in generale) sarebbe pronto a smarcare il progetto dalle risorse europee. «Siamo certi che il territorio modenese e le sue istituzioni abbiano la forza economica necessaria per attuare ugualmente un tale progetto - concludono Bosi e Prampolini - capace di fare di Modena una città a tutti gli effetti a misura di studente». —
G.F.
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