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L’archivio storico si rifà il look Il piano per mettere i “tesori” al sicuro

Serena Arbizzi
L’archivio storico si rifà il look Il piano per mettere i “tesori” al sicuro

Una temperatura idonea alla conservazione dei documenti Sarà istituita con un sistema di videosorveglianza da remoto 

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Tra gli scaffali si trovano documenti preziosi per la città e per i personaggi che l’hanno resa famosa nel mondo. Si trovano le lettere che Odoardo Focherini mandava alla moglie Maria Marchesi dai campi di prigionia e 10 chilometri di documenti in cui è custodita la memoria storica della città.

Il “caveau” in questione è l’Archivio storico del Comune, uno scrigno che contiene oltre 600mila scatti di Carpi, immortalata in più declinazioni.

Un paio d’anni fa, l’archivio di Palazzo dei Pio era già stato protagonista di una generale revisione, all’insegna della digitalizzazione. L’Archivio, già allora, era stato completamente ripensato. Questo per garantire a un maggior numero di persone possibile le possibilità di fruire questi tesori: dagli appassionati, agli studiosi, agli studenti per la tesi di laurea. E ora si appresta a innovare ulteriormente.

Sono quattro le tipologie di intervento individuate per garantire ancora di più un’apertura quanto più possibile verso la città, norme anticontagio permettendo.

Entrando nel dettaglio, gli interventi di “restyling” riguarderanno, ad esempio, l’installazione di un sistema di videosorveglianza da remoto a circuito chiuso in sala studio e consultazione. Questo per garantire il rispetto della normativa e della sicurezza in merito alla pubblica consultazione. Si agirà, inoltre, sul fronte della manutenzione, con revisione e controllo delle armadiature compattabili già installate presso l’istituto, con installazione di meccanismi di apertura manuale. In più, gli interventi prevedono l’installazione di un sistema per il controllo della temperatura e dell’umidità ambientale all’interno dei depositi, ossia un termo igrometro. Inoltre, è previsto l’acquisto di scaffalature, cassettiere e armadiature a norma per la conservazione della documentazione storica, anche fuori formato o su supporto multimediale.

In tutto, il progetto prevede un ammontare complessivo di 100mila euro.

Questi lavori sono frutto di alcune osservazioni scaturite, che hanno evidenziato qualche criticità: come la mancanza di un sistema di videosorveglianza da remoto in sala studio, che consenta un controllo puntuale della correttezza degli utenti durante la consultazione della documentazione storica. Inoltre, siccome i documenti storici richiedono una certa temperatura per una conservazione come si deve, è stato perfezionato anche quest’aspetto tramite una strumentazione idonea. —



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