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Cede uno dei piloni del Ponte Samone: «È a rischio crollo»

Elena Pelloni
Cede uno dei piloni del Ponte Samone: «È a rischio crollo»

L’impeto del Panaro ne ha sbriciolato una porzione. Subito chiuso al traffico Il sindaco Tagliavini: «Lavori entro metà settimana se non collassa prima»

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Nonostante quelli della zona pedemontana rappresentassero i territori meno esposti a rischi idrogeologici, in queste ultime 24 ore non sono mancate le criticità. Ieri il Panaro ha infatti dimostrato la sua forza prorompente già nel primo tratto di valle, diveltando metà di uno dei piloni che sostengono ponte Samone (Pavullo). Quello centrale, per l’esattezza. Tanto che, a seguito dell’allerta lanciato dai vigili del fuoco alle 9 di ieri mattina, i tecnici comunali e provinciali, assieme a carabinieri e polizia hanno coordinato le operazioni di chiusura del viadotto, in attesa di poter compiere le operazioni di messa in sicurezza.

«Mi sono personalmente recato sul posto, assieme a Enrico Tagliavini, assessore alla Protezione civile dell'Unione Terre di Castelli – afferma Iacopo Lagazzi, sindaco di Guiglia – ponte Samone, infatti, rappresenta un allacciamento chiave per i nostri territori montani. I tecnici hanno potuto constatare che la tenuta e la portata del ponte erano fortemente compromesse, tanto che tutti i transiti, sia pedonali che di veicoli, sono stati immediatamente interrotti. La situazione – prosegue Lagazzi – dipenderà strettamente dal meteo delle prossime ore: se dovessero realizzarsi ulteriori episodi di piena come quelli di stamattina (ieri, ndr) non è escluso il pericolo di crollo».

Intanto, dunque, il passaggio su Panaro all’altezza della Fondovalle verso Samone rimarrà chiuso, finché non vi saranno le condizioni per effettuare lavori di manutenzione urgente.

«Avremo il via libera verosimilmente verso metà settimana – spiega Lagazzi – sempre che il ponte non collassi prima e che il flusso del Panaro sia clemente».

La cartellonistica per le conseguenti deviazioni stradali è già stata predisposta. I mezzi pesanti potranno recarsi verso Guiglia e Zocca utilizzando il ponte di Marano. Nella mattinata di ieri, l’assessore dell’Unione nonché sindaco di Savignano, Enrico Tagliavini ha dovuto constatare anche il cedimento di una briglia sull’argine di sua competenza, in località Zenzano (Garofano).

«Era da quest’estate che i tecnici lavoravano su quel pezzo di sponda, il quale divide Savignano e Marano. A causa dell’impeto della corrente di queste ultime ore, l’acqua ha strappato l’intero blocco. Tanto che è stato trascinato per qualche metro anche uno dei mezzi utilizzati per i lavori. Si dovrà ricominciare, con grande rammarico, da capo. A causa di questa rottura, diversi agricoltori delle aree vicine hanno denunciato infiltrazioni d’acqua nel terreno. Queste, oltre a creare un pericolo per le colture, potrebbero causare possibili ulteriori piccoli cedimenti».

Sempre nella mattinata di ieri, si è reso necessario urgentemente un intervento di potatura nei pressi di ponte Muratori, collegamento tra Savignano e Vignola. Un albero ad alto fusto rischiava infatti di collassare a causa dell’erosione del terreno circostante alle radici, “mangiato” dalla piena.

«Abbiamo chiamato i vigili del fuoco per avere certezza sul da farsi – illustra Tagliavini – era necessario potarlo al più presto, per evitare che compromettesse ulteriormente il corsp del fiume o, peggio, che si abbattesse sul ponte. Abbiamo scongiurato la chiusura della strada, grazie a una ditta privata che si è resa disponibile in via emergenziale, dato che tutte le pattuglie dei vigili del fuoco erano impegnate in operazioni ben più delicate nella zona della bassa modenese».

Sul posto, oltre al sindaco di Savignano e a quello di Vignola, Emilia Muratori, anche la polizia municipale, i carabinieri e la protezione civile. Tagliavini specifica inoltre che, oltre a piccole criticità, quali allagamenti in zona Magazzino (Savignano) e parziali erosioni degli argini di Panaro, il territorio dell’Unione si trova al momento in una situazione di sicurezza. Diversi tratti del Percorso Natura sono stati chiusi al transito e la protezione civile invita a non avvicinarsi agli argini del fiume. «L’hanno detto in molti, stiamo affrontando la piena più pericolosa degli ultimi 50 anni - conclude Enrico Tagliavini – per questo motivo stiamo continuando le azioni di monitoraggio e la protezione civile ci sta dando una grande mano per controllare le sponde del fiume». —



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