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Il Secchia batte i record «Salvi grazie ai lavori»

Giovanni Balugani
Il Secchia batte i record «Salvi grazie ai lavori»

A ponte Bacchello ieri raggiunti gli 11 metri e 72 centimetri Solomita: «Senza gli interventi saremmo andati sotto»

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«Diciamolo piano, ma il livello sta scendendo: a ponte Bacchello siamo passati da 11,72 a 11,66».

Sono da poco passate le 18 quando il sindaco di Soliera Roberto Solomita si lascia andare a un cauto ottimismo sulla situazione del fiume Secchia che ieri ha battuto ogni record di piena.

Impressionante la potenza del fiume che già da Sassuolo in mattinata mostrava tutta la sua forza, rallentata a valle solo dalle casse di espansione e dai nuovi lavori che sono stati fatti sulle sponde del fiume. A partire dalla zona di Modena.

«Le Casse d’espansione hanno superato, come non era mai avvenuto, il livello dei 9 metri - fanno sapere da piazza Grande - Non sono state registrate particolari difficoltà e i tecnici di Aipo sono intervenuti per sistemare smottamenti, tane di animali e cedimenti arginali nell’area di Ponte Alto dove il fiume è andato oltre gli 11 metri, raggiungendo alle 7 di mattina il livello massimo di 11.07. In tutta la giornata, comunque, grazie anche alle nuove arginature realizzate nei mesi scorsi, non ci sono state altre segnalazioni e la rotatoria di San Pancrazio, per esempio, è rimasta aperta alla circolazione stradale».

E proprio i nuovi lavori sono stati la salvezza per tutti quei territori che si trovano a ridosso del Secchia. A partire dall’imponente nuovo argine realizzato proprio in zona Ponte Alto (oltre 11 metri) che ha consentito il transito della piena senza danni ingenti, ma di opere ne sono state fatte anche più a valle.

«Sono stati svolti moltissimi lavori negli ultimi anni - spiega Solomita - Sono stati eseguiti interventi puntuali su alcune criticità note, per esempio alcuni tratti arginali che “trafilavano” ovvero in cui l’acqua scorreva sotto. Si è intervenuto scavando una trincea di mezzo metro profonda 17 in cui è stato inserito materiale cementizio: in pratica una diga dentro l’argine. In molte altre posizioni l’argine è stato, per lunghissimi tratti, rinforzato e rialzato. Si tratta di innalzamento e ingrosso. La prima operazione è evidente: serve ad alzare il franco di contenimento; la seconda a evitare che il fiume sfondi»:

Solomita è certo: «Senza tutti questi interventi saremmo andati sotto, perché questi sono livelli record: siamo mezzo metro sopra i limiti di ogni tempo e quel guadagno di franco arginale è stato la nostra salvezza. Sono dispiaciuto di quanto avvenuto sul Panaro, perché così tutti gli interventi fatti perdono valore di fronte all’opinione pubblica. Da noi hanno funzionato».

L’allerta resta tuttavia altissima, perché tutto dipenderà dalle precipitazioni che si sono verificate questa notte tra montagna e pianura. I tecnici, prima di chiudere lo stato emergenziale, preferiscono attendere ancora qualche ora e così anche per tutti gli organi di soccorso (e le decine e decine di volontari coinvolti) quelle odierne saranno ore di enorme attenzione. —



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