Maria diventa trisnonna E con l’arrivo di Emily si prepara al Natale
SAN FELICE
Maria non si è mai fatta trovare impreparata. Le sue copertine rigorosamente lavorate a mano per la nascita dei nipoti non sono mai arrivate in ritardo. Figuriamoci se poteva succedere per la nascita di Emily, la figlia di Martina e Alberto, un evento lieto quanto eccezionale perché di fatto ha reso nonna Maria trisnonna a 83 anni. «Come ci si sente ad essere trisavola? Benone, anche perché io non ho dovuto far nulla» scherza Maria Previati, conosciuta da tutti in Paese come “Nina”. Solo in questo 2020 nonna Maria ha visto festeggiare i 40 anni dei nipoti Marco e Laura, la nascita del suo quarto bisnipote (Nicolò) e quella di Emily, la trisnipote che ha reso Martina e Alberto genitori e Maria “Nonna record”. E non è finita: da pochi giorni Sofia ha portato a cinque il numero dei bisnipoti: «È da tempo che mancavano le femminucce, è stato bellissimo tornare a cucire delle copertine rosa e poco importa se sono un tantino più impegnative» confessa. Classe 1937 da bambina ha vissuto la guerra e da adolescente la ricostruzione. Originaria di Imperia, infanzia nell’agro-pontino, mamma di Irene, Lorena, Loretta e Giancarlo, a San Felice dal 1951, quando di anni ne aveva 15: «Alcuni miei parenti sono rimasti ad Aprilia, li sento sempre volentieri, compresi i pronipoti e i pro-pronipoti » racconta la nonna, che non si è lasciata di certo sfuggire le potenzialità della tecnologia e così tra videochiamate e WhatsApp riesce a stare vicino anche ai parenti più lontani. I figli e i nipoti che hanno il privilegio di abitare tra San Felice, Cavezzo, Carpi e Verona possono apprezzare la sua dolcezza, la sua curiosità e la sua vitalità contagiosa: «Non faccio nulla di male, quando posso li aiuto e allora mi vogliono bene» sorride lei, che non ha mai mancato il suo appuntamento con la copertina, il primo regalo in assoluto, il ricordo più bello che soprattutto le sue nipoti conservano ancora gelosamente: «È una tradizione a cui non ho mai rinunciato». Per fortuna nessuno ha scelto di conoscere il sesso del bebè solo il giorno del parto, altrimenti il lavoro sarebbe stato doppio: «Le avrei comunque regalate entrambe, come buon auspicio», sorride la nonna, che dopo un 2020 impegnativo (2 copertine rosa e una blu) può finalmente riposarsi un po’. Ma solo fino a Natale. Perché le tradizioni vanno sempre rispettate: «E se il Covid lo impedirà - conclude - Troveremo una soluzione alternativa». —
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